Un uomo pur di evitare i lavori di ristrutturazione del palazzo, durante l'assemblea di condominio ha afferrato la delibera appena votata e l'ha ingoiata dopo averla fatta a pezzi. La vicenda, che ha dell'incredibile ma non esce fuori da una sceneggiatura di una commedia ma dal racconto delle aule giudiziarie, vede protagonista un 71enne residente in un appartamento al Torrino, quartiere residenziale alla periferia sud della Capitale. Alcuni dei condomini presenti all'assemblea, hanno infatti deciso di denunciarlo dopo lo strano pasto dell'uomo. E se i rapporti di vicinato non sempre sono buoni, secondo i giudici questa volta si è davvero superato il segno e la discussione, animata e incivile, è sfociata nella prevaricazione e nella violenza.

Una vicenda legale andata per le lunghe e ricostruita sulle pagine del Sole 24 ore. Poche settimane fa l'ultimo atto: i giudici della Corte di Cassazione di Roma hanno confermato la condanna inflitta all'uomo dalla Corte d'Appello per violenza privata: sul posto, dopo che aveva ingoiato il documento nella speranza che facesse guadagnare tempo per bloccare i lavori deliberati, aveva anche spintonato alcuni dei presenti dando in escandescenze, fino all'arrivo delle forze dell'ordine.

I difensori avevano sostenuto la non punibilità del loro assistito in virtù della "tenuità del fatto". Una tesi rigettata dai giudici, le cui ragioni sono riportate dal quotidiano: la condotta del condomino esagitato non solo  stata giudicata "minacciosa e violenta", costringendo gli altri partecipanti "dell’assemblea condominiale a tollerare quantomeno la sospensione dei lavori, e a chiamare la polizia e poi redigere nuovamente il verbale strappato". L'uomo è stato poi condannato a pagare una somma di 8500 euro tra spese legali e soldi da versare alle parti civili.