Manca il personale di polizia e i volontari non possono più entrare a Rebibbia

Non ci sono abbastanza poliziotti e per questo i volontari non possono più entrare nel carcere romano di Rebibbia. Interrotti i laboratori, bloccati i colloqui con con gli assistenti sociali e gli psicologi, stop allo sportello di informazione legale: questi i risultati della decisione della direttrice dell'istituto penitenziario della Capitale. La denuncia arriva dal Garante dei detenuti del Lazio, Stefano Anastasia. "Il carcere chiuso alla società esterna ha un aspetto spettrale. Ieri pomeriggio sono stato a Rebibbia nuovo complesso per respirare di persona il clima del più grande carcere romano, uno dei più grandi d'Italia, durante il divieto di ingresso al volontariato stabilito dalla direttrice reggente, a causa della carenza di personale di polizia", spiega Anastasia. Una decisione che si era resa necessaria anche in seguito alle due recenti evasioni che si sono verificate a Rebibbia.
La situazione, secondo il garante, va avanti da almeno due settimane, nonostante, dichiara, "all'indomani della decisione la direttrice mi aveva assicurato che si sarebbe trattato di un provvedimento tanto eccezionale quanto temporaneo e che nel giro di una decina di giorni avrebbe avuto dall'amministrazione centrale il personale richiesto per assicurare la ripresa di tutte le attività. Sono passate due settimane e la situazione è tal quale".