Un ultimo saluto ad Andrea Camilleri al Cimitero Acattolico di Roma, nel quartiere di Testaccio. Lo scrittore che ha appassionato milioni di persone con i suoi libri, è stato seppellito nella terra la mattina del 18 luglio, alla presenza di pochi amici e dei parenti. Non tutti lo sanno, ma riposare nel Cimitero Acattolico di Roma non è un privilegio che viene concesso a tutti. Chiamato anche il ‘cimitero degli artisti e dei poeti', rappresenta uno dei luoghi più suggestivi di tutta la capitale: avete presente il Père Lachaise di Parigi? Il Cimitero Acattolico di Roma fa esattamente lo stesso effetto: triste e malinconico, ma anche suggestivo e romantico al tempo stesso, è meta di pellegrinaggio sin dagli anni in cui la prima tomba è stata posizionata sul terreno che si trova dietro alla Piramide Cestia. È qui che sono sepolti personaggi del calibro di John Keats, Percy Bysshe Shelley, Willian Story. Pochi invece gli italiani: la terra fa riposare i resti di Antonio Gramsci, Emilio Lussu, Dario Bellezza, Carlo Emilio Gadda, Luce d'Eramo, Simonetta Colonna di Cesarò. La tradizione vuole che nel Cimitero Acattolico siano seppelliti solo stranieri non cattolici: le eccezioni per i nostri connazionali sono state fatte solo perché in vita hanno espresso una cultura diversa da quella dominante.

Com'è nato il Cimitero Acattolico di Roma

Il Cimitero Acattolico di Roma è pieno di tombe di artisti stranieri perché, dal 1700 in poi, moltissimi scrittori, artisti e poeti tedeschi e inglesi andavano a visitare Roma. E a volta capitava che vi trovassero la morte. Dato che lo Stato Pontificio non permetteva che venissero seppelliti su suolo consacrato. Per questo, nel 1716, Papa Clemente XI concesse questo luogo per le sepolture. In genere queste avvenivano di notte, quando era meno probabile che ci fossero attacchi da parte di gruppi cattolici. Le tombe si caratterizzano per l'assenza di foto sulla lapide, ma in molti casi sono così elaborate che sembra di trovarsi di fronte a un cimitero monumentale. Raramente il Cimitero Acattolico di Roma accetta nuove tombe, soprattutto nel caso di cittadini italiani (risale al 2014 il rifiuto per le salme di Rosario Bentivegna e Carla Capponi). Ma, di fronte a grosse personalità, a volte sono disposti a fare un'eccezione.