La procura ha chiesto il rinvio a giudizio per Luca Barbareschi, il direttore artistico dell'Eliseo: è accusato di aver fatto pressione sulle istituzioni per ricevere quattro milioni di finanziamenti illeciti tra la fine del 2017 e l'inizio del 2018. Chiesto il processo anche per Andrea Monorchio, ex ragioniere generale dello Stato, e Luigi Tivelli, ex consigliere parlamentare e giornalista. Lo riporta oggi il Corriere della Sera: le accuse per i due sono le stesse contestate all'attore ed ex parlamentare. I fatti risalirebbero alla primavera del 2017. Secondo quanto riportato dal pubblico ministero Antonio Clemente, le casse del Teatro Eliseo versavano in condizioni disperate e Barbareschi (sposato con Elena Monorchio) si sarebbe servito dell'aiuto di Tivelli e Monorchio per fare pressione sulle istituzioni e inserire il finanziamento di quattro milioni nella manovra di bilancio del 2017. E così è stato: dopo un tira e molla durato diverso tempo e nonostante il parere contrario di Enrico Morando, il viceministro dell'Economia, il contributo è stato approvato. A Tivelli sarebbero stati proposti come ringraziamento 70mila euro, mentre sua figlia è stata assunta alla Casanova Spa, una società legata a Barbareschi.

Fondi all'Eliseo, la protesta dei teatri romani

L'indagine su Luca Barbareschi è partita dall'operazione Amalgama, avviata dai carabinieri nel 2016. Questa aveva portato all'arresto di 21 persone, tra cui anche Giandomenico Monorchio, il figlio di Andrea, oggi accusato insieme al direttore artistico dell'Eliseo di aver fatto pressione per i quattro milioni di finanziamento. In seguito all'approvazione della manovra di bilancio, sono stati molti i teatri romani – Nuovo Sistina, Quirino, Ambra Jovinelli, Parioli, Cometa e Vittoria – che hanno protestato per l'erogazione del contributo, tanto che hanno deciso di presentare ricorso al Tar del Lazio contro il Ministero dell'Economia e il Mibact. Inizialmente respinto dal tribunale amministrativo, il ricorso è stato poi accolto dal Consiglio di Stato.