Licia Colò e il caso dei granchi venduti vivi, la polizia avvia indagini

Qualche giorno fa Licia Colò, la popolare conduttrice televisiva, ha denunciato su Facebook un caso di maltrattamento nei confronti di animali. In un supermercato Carrefour alcuni granchi, come ha testimoniato la Colò con un video, venivano venduti vivi in confezioni protette da cellophane. "Una pratica illegale, vietata sia dalle leggi nazionali che dal Regolamento sulla Tutela degli Animali di Roma Capitale", scrive Daniele Diaco, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle a Roma e presidente della commissione Ambiente. "A seguito di questo spiacevole ritrovamento , ho già provveduto a richiedere agli organi di Polizia Municipale una serie di controlli dettagliati. Desidero ringraziare Licia Colò per il costante impegno profuso a tutela degli animali, complimentandomi con lei per la risaputa sensibilità da sempre mostrata nei confronti dell'ambiente e degli animali", ha aggiunto Diaco.
Da segnalare che più di qualche scienziato ha fatto notare che il comportamento della Colò, che ha liberato i granchi in mare, sarebbe altrettanto scorretto nei confronti degli animali. Secondo la biologa Paola Fazzi, interrogata in merito da Wired, la conduttrice "avrebbe potuto fare denuncia ai carabinieri o anche solo ai vertici del supermercato. Ma mai avrebbe dovuto liberare quei granchi in un ambiente naturale senza sapere la specie e la provenienza. Anche se fossero stati animali autoctoni una liberazione da parte di un privato cittadino è comunque sbagliata, perché va seguita e autorizzata. Se poi si fosse trattato di esemplari alloctoni – provenienti cioè da un’altra parte d’Italia o del mondo – il gesto avrebbe provocato una serie infinita di danni all’ecosistema: le specie alloctone si trovano a competere quasi sempre vincendo con le specie autoctone, trasmettono parassiti e spesso sono invasivi".