Non solo Stephen Ogongo. Le scissione delle Sardine di Roma, con l'espulsione di tutti i coordinatori e gli attivisti considerati vicini alla leadership bolognese del movimento dall'omonimo gruppo Facebook con 145.000 iscritti, è capitanata anche da Adriano Zaccagnini. L'ex deputato eletto nelle file Movimento 5 stelle nella scorsa legislatura, passato come indipendente nelle file di MDP e poi nel gruppo misto, è ora tornato fuori dal parlamento a occuparsi di agricoltura biologica ma senza dismettere i panni dell'attivista di sinistra come fa dai tempi dell'università. C'è anche lui tra gli animatori della rivolta nata dopo l'incontro di Mattia Santori e il gruppo bolognese con Luciano Benetton e invita il movimento a organizzarsi subito in assemblee territoriali e a incontrarsi, per decidere insieme senza aspettare le indicazioni ufficiali come organizzare la contro manifestazione all'annunciato evento a Roma di Matteo Salvini previsto per il prossimo 16 febbraio.

In un lungo post sul gruppo Zaccagnini invita il movimento a organizzarsi sul territorio senza aspettare indicazioni dall'alto, di riunirsi in assemblee pubbliche e di prepararsi alla mobilitazione contro la Lega a Roma. Ma prima getta un ramoscello di ulivo ai fondatori del gruppo 6000 Sardine Roma, invitando tutti ad abbassare i toni: "Troppe volte il web e i social sono divenuti campo di battaglia di eserciti digitali, simulando una guerra civile fittizia, nascosti dietro una tastiera, ormai in molti in questa società, danno libero sfogo all'insulto verso il diverso, alla denigrazione personale, così è dilagata l'intolleranza e il razzismo verso il prossimo, verso quella che invece è una nostra compagna o un nostro fratello. Proprio contro questa deriva culturale è nato il movimento delle Sardine, per arginare la narrazione leghista e di coloro che hanno promosso la brutalizzazione del linguaggio quotidiano e conseguentemente del dibattito politico".

Zaccagnini invita tutti "alla conciliazione" e a recuperare "il buon senso e le motivazioni per cui abbiamo partecipato al movimento delle Sardine". Poi lancia la sua proposta, quella di vedersi a Roma senza aspettare di essere convocati dal movimento "ufficiale": "Abbiamo bisogno di organizzarci, abbiamo bisogno di incontrarci per discutere di come organizzarci, abbiamo bisogno di creare delle identità territoriali, abbiamo bisogno di parlare di contenuti e di politica per fare proposte e rivendicare diritti reali. Ma dobbiamo anche rimanere uniti perché a nostra democrazia è in pericolo. Dopo il 16 febbraio, giorno in cui Salvini inizierà la sua campagna elettorale su Roma, inizieremo una serie di incontri per organizzarci liberamente, momenti di partecipazione pubblica, come in tantissimi fra le sardine chiedono. È giunto il momento di una assemblea pubblica cittadina, perché Roma non si Lega".