Lo striscione srotolato dai consiglieri leghisti alla Regione Lazio
in foto: Lo striscione srotolato dai consiglieri leghisti alla Regione Lazio

Durante il consiglio regionale straordinario sulla Sanità del Lazio i consiglieri leghisti hanno esposto uno striscione con scritto ‘Parlateci Di Bibbiano', con la P e la D maiuscole ad evidenziare nella scritta il simbolo del Partito democratico. Lo striscione, srotolato dai consiglieri Laura Corrotti, Daniele Giannini e Orlando Tripodi, è stato immediatamente rimosso dai commessi. Quando ha preso la parola il consigliere Giannini, tutti i consiglieri del centrosinistra hanno lasciato l'aula e il leghista ha chiesto la sospensione della seduta. Una richiesta che il vicepresidente del Consiglio, Devid Porrello, Movimento 5 Stelle, non ha potuto accogliere ai sensi del regolamento, perché era presente un membro della giunta, l'assessore alla Sanità, Alessio D'Amato. Nicola Zingaretti, anche lui assente, è poi rientrato in aula (ma non i consiglieri) e Giannini ha cominciato il suo intervento.

Zingaretti: "Io non ho paura e sono qua, Salvini ha paura"

"In mia assenza ho sentito parole e interventi. Quanto accaduto in questa Aula non c'entra nulla col rispetto delle posizioni diverse e il pluralismo delle idee, e bene hanno fatto i consiglieri di maggioranza a uscire dall'Aula, perché è stato un atto che denuncia l'impossibilità di avere un confronto delle idee perché si adottano pratiche di battaglia politica che anche io reputo inaccettabili. Io sono il presidente e sono rimasto, perché non mi faccio scalfire da questi atteggiamenti", ha detto in apertura del suo intervento il presidente della Regione Lazio. In merito allo striscione srotolato dai consiglieri leghisti, Zingaretti ha dichiarato che "quanto è avvenuto è molto grave, e mi fa venire in mente Hannah Arendt, in momenti difficili non ci si confronta più tra idee diverse ma si demonizza chi le esprime. Quindi credo sia giusto combattere contro queste pratiche politiche insopportabili". L'accusa è diretta a Matteo Salvini: "Se avete un canale diretto, fate una telefonata al vostro leader, che è atteso alla Camera dei Deputati da circa un mese per parlare degli scandali in Russia. Io non ho paura di riferire al mio Consiglio, purtroppo c'è una persona che si definisce leader che ha paura di riferire alle Aula della rappresentanza democratica di questo Paese".