Il sindaco di Piedimonte San Germano, Gioacchino Ferdinandi, con il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi
in foto: Il sindaco di Piedimonte San Germano, Gioacchino Ferdinandi, con il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi

Una promessa di un lavoro in imprese che operano nell'indotto dello stabilimento Fiat/Fca di Cassino in cambio del voto alle elezioni comunali. Nel mirino degli inquirenti sono finiti sindaco e vicesindaco di un paesino in provincia di Frosinone, Piedimonte San Germano, finito al centro delle cronache nelle scorse settimane anche per l'omicidio del piccolo Gabriel Feroleto ad opera della mamma. Il primo cittadino, Gioacchino Ferdinandi, ha ricevuto un avviso di divieto di dimora, mentre il suo vice, Leonardo Capuano, è finito agli arresti domiciliari insieme a un imprenditore locale. Per tutti l'accusa è di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione elettorale. In altre parole, voto di scambio.

Le indagini, condotte dagli uomini del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Frosinone, hanno permesso di dimostrare che, nelle parole degli inquirenti, "gli indagati avevano promosso ed organizzato un consolidato sistema corruttivo finalizzato al voto di scambio a fronte di promesse, in vari casi concretizzatesi, di assunzioni a tempo determinato presso alcune società compiacenti dell'indotto FIAT/FCA, turbando i meccanismi elettorali democratici e agevolando cosi' fraudolentemente il successo elettorale dei politici coinvolti nelle elezioni amministrative del 2017". Con le promesse di un lavoro a tempo determinato in cambio di un voto alle elezioni, di fatto i politici avrebbero condizionato l'esito delle votazioni. Questo con l'obiettivo, riuscito, di vincere nelle due ultime tornate amministrative, a maggio del 2015 e a giugno del 2017.

Queste indagini, scrivono i pm, restituiscono "uno spaccato sociale in cui è sempre più  ricorrente in fatti di cronaca di natura politica, sino ai livelli di piccola e media entità sociodemografica, la preponderante e sempre più comune mal consuetudine di ottenere ad ogni costo la leadership direttiva della comunità di riferimento, anche mediante la pratica di condotte illecite poste in essere da coloro i quali aspirano ad ottenere tale titolo, facendo leva, specie nelle zone del paese con alto tasso di disoccupazione, sul miraggio dell'assunzione in un posto di lavoro temporaneo a fronte della svendita della libertà di voto". Gli inquirenti, però, ricordano che tale pratica fu messa in atto anche dagli avversari politici dell'attuale sindaco. Il candidato Ettore Urbano, infatti, fu indagato per gli stessi motivi e in questo senso, scrivono ancora i pm. emerge "in maniera tristemente lapalissiana come ‘vinti' e ‘vincitori' emulino medesime condotte delittuose finalizzandole ad un preciso scopo: il raggiungimento degli obiettivi singolarmente auspicati".