Lavori della metro C fermi: 500 operai in assemblea

I cantieri della metro C sono dallo scorso 15 dicembre scorso per mancati pagamenti. Ad annunciarlo era stata l'azienda stessa e oggi, a quasi due mesi di distanza, i lavoratori della terza linea metropolitana di Roma sono scesi in piazza in via Gordiani. "Siamo 117 dipendenti del Consorzio Metro C ed ora rischiamo di perdere il posto di lavoro. Oltre 500 operai, che dovrebbero realizzare l'opera, ora sono a casa", spiegano i lavoratori riuniti in assemblea. "Il Consorzio con l'apertura della procedura di mobilità ha ufficializzato la chiusura dei cantieri – spiegano -. La metro C rischia quindi di diventare l'ennesima cattedrale nel deserto. Per questo chiediamo il pieno rispetto degli accordi per garantire la futura occupazione di tutti i lavoratori, ma soprattutto che la politica si assuma la responsabilità verso i lavoratori e i cittadini". Al sit in dei lavoratori di Metro C era presente anche Stefano Fassina, il candidato a sindaco di Roma di Sinistra Italiana. "La situazione è insostenibile- ha dichiarato Fassina – . I piani che si intrecciano in questa vicenda sono tanti e l'interesse della città è quello di vedere completata la linea C, una priorità per avere un sistema integrato di trasporti. Se siamo tutti d'accordo che vada completata ci sono dei lavoratori da salvaguardare".
L'azienda Metro C scrive in una nota, rispondendo ai lavoratori, "l'apertura della procedura di mobilità da parte della società Metro C va considerata come un atto dovuto e consequenziale alla situazione di grande incertezza che accompagna il presente ed il futuro dell'opera. Mercoledì prossimo è previsto un incontro in Campidoglio dove, alla presenza del sub-commissario Pasqualino Castaldi, avverrà un confronto sulle criticità evidenziate nel tavolo del 14 dicembre scorso che hanno impedito nell'ultimo anno il rispetto del contratto da parte della pubblica amministrazione e che hanno portato la società Metro C alla inevitabile decisione di sospendere i lavori. Ci attendiamo di ottenere delle risposte certe che ripristinino le dovute condizioni contrattuali per consentire la ripresa dei lavori".
