Il 13 novembre è il giorno previsto per il distacco finale delle utenze e per lo sgombero di Lucha y Siesta. A chiedere alla sindaca Virginia Raggi di intervenire e non lasciare che quest'esperienza finisca non sono più solo le donne che vivono all'interno della casa rifugio, o gli abitanti di Roma, ma anche Laura Boldrini. La ministra ha inviato una lettera alla sindaca in cui le chiede di intervenire e schierarsi a fianco delle donne di Lucha y Siesta. E non dall'altra parte.

Gentile Sindaca, cara Virginia,
Ti scrivo per condividere la grande preoccupazione che vivo riguardo alla situazione della Casa delle Donne Lucha y Siesta.

Come ben sai, Lucha è un centro antiviolenza e di semiautonomia per donne e minori che escono da situazioni di violenza, nonché un polo femminista di aggregazione culturale che lavora senza sosta sui temi legati alla questione di genere e al contrasto alla violenza maschile sulle donne.
Dal 2008, un gruppo di donne risolute e coraggiose ha deciso di mettersi al servizio di questa città e di creare dal nulla ciò che il settore pubblico non forniva. Lo ha fatto occupando un immobile in sfacelo di proprietà dell'Atac, allora abbandonato già da tredici anni, ristrutturandolo a proprio esclusivo carico.

La messa in vendita dell’immobile insieme ad altri pezzi del patrimonio Atac allo scopo di sanare i bilanci dell’azienda mette a rischio diverse cose:
• un grande progetto di rifugio e accoglienza, in una città dove i luoghi adibiti a questo specifico uso sono davvero esigui;
•  stanze a disposizione di 14 donne che fuggono da situazioni di violenza e dei bambini di alcune di loro;
• un riferimento per il quartiere in cui Lucha y Siesta sorge, che dovrà rinunciare anche all’offerta formativa, culturale e aggregativa che la Casa ha garantito in questi undici anni.

Cara Virginia, oggi, alla vigilia del giorno in cui Lucha y Siesta si vedrà staccare le utenze, mi appello a te come prima donna a ricoprire la più alta carica di questa città.
Sarebbe un segnale importante averti al fianco delle donne di Lucha y Siesta come delle altre Case a rischio di veder sparire da un momento all’altro il senso di anni di lavoro.
Sono sicura che una strada possibile ci sia per garantire a quelle donne e a quei bambini il necessario sostegno e per consentire a Lucha y Siesta di proseguire nella sua preziosa esperienza.

Resto fiduciosa in tuo riscontro.
Un saluto caro.Laura Boldrini

Lucha y Siesta è una casa rifugio per le donne vittime di violenza attiva a Roma dal 2008. Ne ha aiutate a centinaia, in una città che ha un numero di strutture di questo tipo che definire insufficienti è poco. Con la fine di Lucha y Siesta, si toglie a molte l'aiuto necessario a uscire da situazioni difficili e a intraprendere percorsi d'autonomia all'avanguardia e personalizzati. In questi mesi si sono mobilitati in molti per scongiurare la chiusura di Lucha y Siesta: dal mondo della politica a quello della cultura, in tanti hanno alzato la voce per chiedere di trovare una soluzione che a oggi ancora non c'è.

Lucha y Siesta: "Sgombero è schiaffo a donne che subiscono violenza"

"Ringraziamo vivamente la presa di posizione pubblica della deputata Laura Boldrini, che con una lettera indirizzata alla Sindaca Raggi chiede che si prenda atto del lavoro svolto da Lucha y Siesta in questi anni, per le donne e per il quartiere, facendosi carico anche della difficoltà del settore pubblico a garantire servizi adeguati". Cosi' il Comitato ‘Lucha alla citta" della Casa delle Donne ‘Lucha y Siesta' in una nota. "Ricordiamo, infatti, che in tema di accoglienza per le donne che hanno subito violenza e dei percorsi di fuoriuscita, il Comune di Roma fornisce solo 37 posti, di cui 14 presso la struttura di Lucha y Siesta, a fronte di un fabbisogno pari a 300. Un fatto oggettivo che preoccupa l'Europa e le Nazioni Unite. Il contrasto alla violenza di genere, d'altronde, si fa nei fatti e, dunque, ringraziamo insieme a Boldrini tutte le rappresentanti istituzionali che in questi mesi hanno manifestato la loro attenzione e la loro preoccupazione per le sorti del servizio e delle donne che lo attraversano. Ma, soprattutto, ringraziamo lo sforzo che fanno le associazioni che da anni lavorano contro la violenza, con poche risorse e scarso riconoscimento, e ringraziamo il movimento Non Una Di Meno che con determinazione porta tutti i giorni sull'agenda politica la dimensione complessa del fenomeno della violenza maschile sulle donne. Ci uniamo dunque alla richiesta di un protagonismo della sindaca accanto alle donne della sua città. La minaccia di un distacco delle utenze da qui a 48 ore è uno schiaffo a quante hanno subito e subiscono violenza, oltre che a quella parte della società che prova a dare risposte a bisogni concreti. Ci aspettiamo di essere sostenute e non sgomberate".