La Procura di Latina sta indagando per omicidio volontario sulla morte di un uomo avvenuta a fine 2018. La vittima è stata trovata senza vita nelle campagne tra Aprilia e il comune pontino: il suo corpo giaceva inerme accanto a un fucile da caccia, in un bosco poco distante dalla provincia laziale. In base a quanto riporta Il Messaggero una perizia balistica avrebbe portato a una svolta nelle indagini: inizialmente l'ipotesi era quella di suicidio, visto il contesto in cui è stato trovato l'uomo. Il fucile a pochi passi aveva indotto l'unità investigativa a pensare all'ipotesi che l'uomo si fosse tolto la vita, ma ora lo scenario sembra essere cambiato. In base alla perizia è emerso che il colpo sarebbe stato sparato da circa un metro e mezzo, una distanza troppo lunga per poter far pensare a un suicidio. Per questo motivo il caso è stato riaperto, con la Procura del Comune laziale che ha indagato una persona per omicidio, sequestrandogli un fucile compatibile con quello usato e ritrovato nella scena del crimine.

Il quadro è cambiato a seguito dell'aggiunta di nuovi elementi che sembravano sospetti agli occhi degli investigatori. Uno di questi era la distanza del fucile dal corpo della vittima, apparentemente incompatibile con la profondità della ferita. L'ipotesi è stata confermata da alcuni accertamenti tecnico-balistici, con i quali è stato appurato che il colpo proveniva da una distanza maggiore rispetto a quella ipotizzata in precedenza. Una dinamica che, se confermata, escluderebbe l’ipotesi del suicidio aprendo la strada a quella dell’omicidio. Oltre alla perizia balistica sono stati disposti sul corpo dell'uomo dei nuovi accertamenti di tipo medico legale, mentre l'unità investigativa e i carabinieri stanno svolgendo ulteriori esami criminologici per ricostruire la scena del crimine.