Che il fenomeno del caporalato non interessi più solo le regioni del meridione è una realtà nota ormai da anni. In particolare in provincia di Latina i braccianti – per la maggior parte sikh di origine indiana -sono costretti a un regime di sfruttamento intenso, pagati pochi euro a giornata, senza diritti e alloggiati in case fatiscenti o baracche spesso dai loro stessi sfruttatori. Questa mattina la polizia ha tratto in arresto un imprenditore, ritenuto responsabile di grave sfruttamento ai danni di alcuni braccianti in violazione della legge sul caporalato.

L'arresto di questa mattina è arrivato dopo analoghe operazioni in provincia di Termoli e di Reggio Calabria, ma ancora non sono stati resi noti ulteriori particolari. All'indomani degli incidenti a Lesina e Foggia che hanno visto morire sedici braccianti, i controlli si sono intensificati per colpire il caporalato. La provincia di Latina negli scorsi anni è stata protagonista di scioperi, manifestazioni e proteste dei braccianti che hanno portato alla luce il fenomeno.

Solo pochi giorni fa un altro imprenditore agricolo di 41 anni era stato arrestato a Terracina, sempre in provincia di Latina, dove è stato fermato in flagranza di reato dagli agenti che si erano fatti passare da braccianti in cerca di una giornata di lavoro. I braccianti sono risultati essere tutti cittadini di nazionalità indiana.