Sono state iscritte nel registro degli indagati i titolari di due esercizi commerciali a Latina e Cassino per aver messo in vendita mozzarella di bufala fatta con il latte vaccino. Il fatto non sarebbe stato grave, se i due venditori non avessero dichiarato che la mozzarella era fatto solo ed esclusivamente con latte di bufala. Insomma, i proprietari dei due caseifici vendevano finta mozzarella di bufala, acquistata da chissà quante persone a un costo che non ne rifletteva l'effettiva qualità. I controlli sono stati effettuati da NAS di Latina nell'ambito di un servizio di monitoraggio mirato alla verifica della genuinità dei prodotti alimentari condotto tra Roma, Latina e Frosinone: nel mirino vari caseifici della zona, e i due esercizi commerciali non hanno superato il test. Adesso i titolari sono stati deferiti alle Procure della Repubblica di Latina e Cassino. Nel corso della stessa operazione sono state sequestrate in una ditta specializzata quasi due tonnellate di olive in salamoia perché presentavano un difetto di etichettatura.

Il caso della finta mozzarella di bufala in Spagna e Giappone

Negli ultimi anni episodi di contraffazione della mozzarella di bufala si erano verificati principalmente all'estero, e in particolare in Spagna e in Giappone, dove finta mozzarella di bufala veniva commercializzata addirittura con il marchio DOP. In quel caso l'Italia era insorta, e diversi produttori avevano inviato una comunicazione al ministro delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo affinché fossero presi provvedimenti politici. Ma la frode, effettivamente, non sembra essere solo un problema che va oltre i confini nazionali.