Non ha risposto alle domande del giudice l'uomo arrestato lo scorso 30 aprile a Terracina per maltrattamenti contro la moglie e il figlio, un bambino molto provato psicologicamente a causa del clima di violenza in cui è cresciuto. L'uomo, che è stato allontanato dalla casa familiare e non può più avvicinarsi all'ex compagna e al figlio, è stato interrogato oggi dal giudice in merito al comportamento persecutore e violento tenuto negli ultimi anni contro la sua famiglia. Lui però, si è avvalso della facoltà di non rispondere. La donna e il bambino si trovano ora in una dimora provvisoria, lontano da quell'aguzzino che gli stava rovinando la vita, facendoli stare in un clima di terrore perenne e causandogli gravi disagi psicologici. Lo sviluppo psicologico del bambino, infatti, segnato da tutto quello che ha visto e dalla paura provata per tutta l'infanzia, è stato compromesso: avrà bisogno di molte cure per ritrovare la serenità perduta a causa di quello che avrebbe dovuto essere suo padre.

Era stato proprio il piccolo a chiamare la polizia il 30 aprile. Il padre stava picchiando per l'ennesima volta sua madre, e ogni volta rischiava di ucciderla. In diverse occasioni l'aveva quasi soffocata stringendole le mani intorno al collo e facendole temere per la propria vita. Dopo aver ricevuto la telefonata, gli agenti della Squadra Volante del commissariato di Terracina sono giunti sul posto, trovando il bimbo e la donna in stato di shock e l'uomo che, come al solito, era completamente ubriaco. Le indagini e il racconto della signora hanno fatto emergere una realtà spaventosa: quella di un uomo che perseguitava la moglie da anni, chiudendola fuori di casa quando voleva, prendendola costantemente a calci e pugni, umiliandola e facendola soffrire. A lei e il bimbo è stata trovata una dimora provvisoria.