Valerio Frijia
in foto: Valerio Frijia

Valerio Frijia è morto a 15 anni dopo essere stato travolto dall'Intercity notturno diretto a Lecce. È stato investito alla mezzanotte e 41 minuti del 13 gennaio 2018 sui binari della ferrovia nei pressi della stazione di Labico. Ancora oggi, a distanza di quasi due anni, quella morte è avvolta da un velo di mistero. L'ipotesi del suicidio, infatti, non ha mai convinto nessuno, né gli inquirenti e né, tantomeno, la famiglia del ragazzo. Dietro la tragedia che ha colpito la famiglia Frija c'è forse una vicenda legata al consumo e allo spaccio di droga da parte dei ragazzi del piccolo paesino in provincia di Roma. Per cercare di spezzare quello che considerano un muro di omertà, i genitori e il fratello del 15enne hanno aperto un mese fa su Facebook una pagina per chiedere ‘Verità e Giustizia per Valerio'. Il fratello ha raccontato al Messaggero che l'obiettivo è quello di cercare la verità e aiutare le indagini, che dopo ventuno mesi non hanno portato praticamente a nulla.

Com'è morto Valerio Frijia

Sulla pagina Facebook i familiari di Valerio hanno ripercorso le ore che hanno preceduto la tragedia. Il 15enne esce di casa intorno alle 16 del 12 gennaio e rientra alle 18, visibilmente arrabbiato. Si chiude in camera senza cenare. Sei minuti dopo la mezzanotte esce di casa, scena ripresa da una telecamera di sicurezza. Il treno lo investe dopo oltre mezz'ora. Cos'ha fatto Valerio in quella mezzora e dove è stato? "Dopo che noi famigliari abbiamo setacciato per quasi una settimana i binari, e dopo aver recuperato i vari resti, sono iniziate le indagini. Viene aperto un fascicolo presso la procura, il capo di imputazione è " Omicidio colposo ai danni dei macchinisti", questo fatto bloccherà per oltre un anno tutte le indagini", racconta la famiglia di Valerio su Facebook. Viene trovata, in camera di Valerio, della droga, dell'hashish, nascosto dentro l'armadio. Si, il ragazzo faceva uso di droghe leggere, hanno confermato diversi amici. Una brutta scoperta per la famiglia, che però fa notare: "Nelle indagini viene trascurata completamente la pista più importante, quella del traffico degli stupefacenti, per coprire probabilmente un grande giro che metteva in mezzo molti ragazzi del paese".

A gennaio del 2018 i familiari di Valerio fanno un'altra scoperta, che per loro è fondamentale: "Abbiamo deciso di percorrere un sentiero che si trova dietro a uno dei parchi principali di Labico, dove Valerio e i suoi amici si vedevano sempre. Questo sentiero macabro e nascosto si trova sopra la ferrovia. Abbiamo trovato dei resti di fuochi come se fosse stato bruciato qualcosa per occultare dei vestiti o delle prove. Magari potevano essere collegati alla morte di Valerio ma nessuno ha mai approfondito su questo. A un certo punto arriviamo su un punto dove non c’è nessun tipo di barriera, la vegetazione sembrava come se fosse stata schiacciata da qualcosa di pesante e data alle fiamme. A picco circa 15 metri più sotto ci sono i binari del treno direzione Cassino dove Valerio è stato investito". Quel posto, scopre la famiglia Frijia, è spesso frequentato da ragazzi che si riuniscono per fumare qualche spinello. Probabilmente quella sera Valerio era là e forse non era da solo. Forse, ma al momento è solo un'ipotesi, potrebbe essere stato spinto da qualcuno.