Esce oggi in libreria "Roma, polvere di stelle. La speranza fallita e le idee per uscire dal declino" (Edizioni Alegre, 14 euro), il volume in cui l'urbanista ed ex assessore della giunta di Virginia Raggi Paolo Berdini, racconta la sua verità sui mesi trascorsi in Campidoglio. Quella verità che avrebbe voluto far emergere quando la rottura con il Movimento 5 stelle era già consumata nei fatti, ma che l'uscita precipitosa di scena a causa delle dichiarazioni "rubate" al margine di un incontro non hanno reso possibile.

Così Berdini, l'architetto "comunista" prestato alla causa del Movimento 5 stelle, ha scelto di prendersi il tempo per mettere le idee in fila e ha fatto della storia della sua delusione per la novità rappresentata dall'arrivo di Virginia Raggi in Campidoglio un racconto denso e utile per chi vuole capire dove va la capitale. Ma non si tratta solo di retroscena e ricostruzioni di palazzo. Nel libro dell'ex assessore c'è molto di più: c'è la ricerca delle radici profonde dei mali che affliggono la capitale, ricostruiti nella storia di Roma degli ultimi decenni. Il racconto di come la distruzione della città pubblica e le mani libere alla speculazione, siano fenomeni andati di pari passo con una crisi democratica senza precedenti, venuta alla luce nell'inchiesta Mafia Capitale.

Berdini arriva in Campidoglio dopo aver coltivato un rapporto con la base del M5s, i famosi e ormai dimenticati meet up e con i tavoli di lavoro tematici. Con loro a discusso di urbanistica contrattata, dello strapotere dei soliti costruttori, fornendo strumenti e ragioni per opporsi a opere come lo Stadio della Roma a Tor di Valle o al villaggio olimpico immaginato per il 2024 a Tor Vergata. Da qua arriva in giunta dopo il trionfo del Movimento 5 stelle al ballottaggio. Un approdo frutto quindi non di una scelta impulsiva, ma di un percorso che porta l'urbanista, disilluso dai governi di centrosinistra della città, a decidere di dare il suo contributo.

Ma quella stagione di novità e cambiamento per Berdini si interrompe quasi subito, quando quella che chiama la "giunta civica", viene esautorata a poche settimane dall'insediamento con l'addio di Marcello Minenna e di Carla Raineri, che in realtà è un'estromissione. Comincia così l'avvicendamento di diversi gruppi di potere secondo l'ex assessore attorno alle scelte del Campidoglio: da una parte l'avvocato Pieremilio Sammarco (che Berdini indica come "il vero sindaco di Roma" per l'influenza avuta su Raggi), poi l'avvocato Lanzalone (determinante per la chiusura dell'accordo sullo stadio della Roma) poi il vertici del M5s che intervengono a gamba tesa esautorando i processi democratici quando necessario, e ovviamente Raffaele Marra, il fedelissimo di Raggi uscito di scena con l'arresto per corruzione. L'ultimo spiraglio si sarebbe riaperto proprio dopo l'arresto di quest'ultimo, ma commenta amaro ai microfoni di Fanpage.it: "Ma è successo il contrario, hanno fatto pagare a me di aver denunciato in tempi non sospetti, quattro mesi prima dell'arresto, lo strapotere di Marra, dicendo che o lo toglievano da vicecapo di gabinetto o me ne sarei andato".

Il libro di Paolo Berdini è il racconto di una speranza infranta, ma anche una bussola per uscire dalla crisi della città. Perché il j'accuse più grave lanciato al Movimento 5 stelle, in fondo, è quello di aver cambiato tutto per non cambiare niente