La stanza degli orrori al centro recupero, torture e abusi su minori: condannati due 17enni

Ustionati con sigarette spente sul volto, impiccagioni simulate con lenzuola e cinghie strette al collo, costretti addirittura a subire abusi sessuali. Due ragazzi di 17 anni, ospiti di un centro di recupero a Monte Mario a Roma, avevano trasformato la loro stanza in una camera delle torture. Vittime alcuni coetanei che, per mesi, nella primavera di un anno fa, hanno dovuto sopportare sevizie e angherie di ogni tipo. Ora i loro aguzzini sono stati condannati a sette e nove anni di carcere dal Tribunale dei Minori presieduto dal giudice Maria Teresa Spagnoletti. Sono accusati di minacce, lesioni e violenza sessuale. Un terzo ragazzo, ora maggiorenne, è invece sotto processo al Tribunale ordinario.
Sono state le giovani vittime a denunciare agli inquirenti quanto gli accadeva. I loro racconti sono stati giudicati dalla corte "difficili e traumatizzanti anche solo da leggere e da ascoltare". Uno di loro, hanno scritto i giudici nella sentenza, "era talmente traumatizzato che, pur di non comparire in udienza, si è reso irreperibile, abbandonando casa e fuggendo verso ignota destinazione". "Eravamo trattati come oggetti, tutti i giorni", ha raccontato un ragazzo. "Non riuscivo a reagire per paura, mi sentivo in loro possesso. Continuavano a torturarmi nonostante le suppliche di smetterla, tutti i giorni anche più volte, come se fossi un loro oggetto. Uno teneva la porta chiusa, gli altri guardavano e ridevano. Ci obbligavano anche a picchiarci tra di noi", la terribile ricostruzione. Le torture risalgono alla primavera di un anno fa e vanno avanti fino al 7 aprile, quando una delle vittime finisce al pronto soccorso e decide di sporgere denuncia. Il 19 aprile i tre aguzzini vengono arresti su disposizione della Procura.