La rivoluzione del caffè, a Roma una tazzina potrebbe costare 10 o 20 centesimi in più

Presto a Roma una tazzina di caffè al bar potrebbe costare tra i 10 e i 20 centesimi in più rispetto agli attuali 80 centesimi/ 1 euro. Questo quanto deciso ieri dal direttivo dell'Associazione Esercenti Pubblici Esercizi di Roma. Il rincaro, secondo gli esercenti, si rende necessario dato che negli ultimi dieci anni sono aumentati i costi dell'acqua, del 150 per cento circa, dell'energia, 170 per cento, e dell'occupazione del suolo bubblico, 200 per cento. I dirigenti dell’Associazione ed i propri funzionari commerciali inizieranno da oggi a sottoporre questa decisione a tutti i Pubblici Esercizi che dovrebbe venire adottata nel corso di questi mesi e concludersi dopo l’Estate.
“Il prezzo medio della tazzina di caffè a Roma è fra i più bassi in Europa. I calcoli del nostro Ufficio studi hanno evidenziato che a Roma il caffè ha un prezzo più basso perfino di Manila, Guatemala City, Lima nemmeno avvicinabile a Ginevra o Basilea dove può costare anche fino a 3 Euro. Sarà mio compito in questi giorni, contattare i torrefattori romani e nazionali per dare avvio a questa operazione che vuole anche portare una maggiore qualità nelle miscele utilizzate in molti bar ma anche per dare formazione ai dipendenti, affinchè i nostri clienti sappiano che lo stiamo facendo per dare maggiore qualità anche nei macchinari utilizzati", ha speigato il presidente dell'associazione Claudio Pica. "Ci vorrà del tempo – ha aggiunto – e faremo di tutto per dare supporto agli Esercenti romani affinchè spieghino questa scelta ai propri clienti in modo corretto e siamo sicuri che si capirà che è una scelta tesa a migliorare il complesso del settore che io voglio faccia un salto di qualità. La concorrenza è molta, all’estero trovo locali belli e accoglienti, Roma può fare da apripista in questa scelta “storica”.”