Foto di repertorio
in foto: Foto di repertorio

Sette medici del Policlinico universitario Agostino Gemelli sono stati rinviati a giudizio per un caso che riguarda una paziente morta a 4 anni a causa del morbillo. I pm hanno chiesto per tre volte l'archiviazione delle accuse (omicidio colposo), ma il gip, riporta il Corriere della Sera, vuole vederci chiaro e capire se una diagnosi più tempestiva avrebbe potuto salvare la vita alla piccola Giulia. La bimba è morta cinque anni fa a causa di una panencefalite subacuta sclerosante, una rara forma di encefalite dovuta proprio al morbillo. Si è ammalata a ottobre 2014 ed è stata ricoverata al Gemelli, dove non le vengono prescritti esami specifici per l'individuazione del virus, che viene scoperto solo il 3 gennaio. È troppo tardi e Giulia muore il 7 marzo del 2015.

I periti: "Virus si è manifestato in modo atipico e silente"

Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, il virus "si è manifestato in modo atipico e è decorso in modo silente. Anche l'eventuale precoce diagnosi non avrebbe consentito di evitare l'evento". Questo hanno stabilito i periti nominati dagli inquirenti e per questo i pm della procura di Roma avevano chiesto l'archiviazione. Per due volte il gip ha respinto la richiesta e la terza volta ha imposto il rinvio a giudizio per i sette medici del policlinico che avevano in cura la piccola Giulia. La bimba non era stata sottoposta a tutti i richiami del vaccino, perché dopo la puntura avrebbe avuto la febbre alta per diversi giorni.