Cristiano Fabris, torinese di 45 anni, da cinque anni ha deciso di cambiare vita e trasferirsi su una casa con le ruote. Il suo camper dove prima trascorreva solo le vacanze è diventato la sua dimora e il suo ufficio. La vita di Cristiano prima era molto diversa: aveva un lavoro stabile da manager, una casa con un mutuo da pagare e un compagno di vita. Poi improvvisamente tutto è crollato. La relazione è finita di colpo il lavoro è diventato precario e il mutuo da pagare incombeva sulla testa di Cristiano che ha così deciso di mettere la sua casa in affitto e spendere la sua liquidazione viaggiando per il mondo con il suo camper. Lo abbiamo incontrato la scorsa estate mentre stava trascorrendo alcuni giorni di sosta nella capitale.

Un nuovo lavoro 2.0 e on the road

"Una volta mi hanno detto tu sei la Ferragni dei camperisti", esclama Cristiano scoppiando a ridere. Dare una definizione precisa a come si guadagna da vivere non è facile. "Molti mi considerano giornalista, alcuni un blogger, altri mi definiscono un tester perché provo dei prodotti e poi li recensisco sui miei canali, altri ancora un influencer. Io credo di essere un contenitore di tutte queste professionalità". Ma Cristiano è anche uno scrittore; tra pochi giorni uscirà infatti il suo secondo libro "Perché vivo in camper: viaggi e esperienze di un fulltimer". Una vera autobiografia "on the road" che trasmette l'idea del camper non come felicità, ma come una soluzione a cui non si è mai pensato. "Nulla è statico o immobile nella vita, nemmeno la casa" si legge nelle conclusioni.

Cinquecento chilometri in cinque anni in camper

Cinque anni, cinquecento mila chilometri, dall'Italia al Tibet, 26 stati attraversati, 3 continenti. Questo è il bilancio della straordinaria vita in vacanza di Cristiano. Così gli piace definire il suo nuovo modo di affrontare le giornate e non ha tutti i torti. Ad oggi collabora con testate diverse, dove scrivere di turismo, enogastronomia, cultura cronaca, ma soprattutto racconta le sue giornate da fulltimer, ovvero da persona senza una residenza fissa e che si sposta continuamente con la propria casa su ruote. Cristiano insomma ha mollato tutto e tutti per vivere in totale libertà senza fuori dalle costrizioni di una vita contemporanea e ordinaria. E non tornerebbe mai indietro. "Non ti mancano le comodità di una casa in muratura?" gli chiediamo mentre ci mostra il suo camper. E la risposta è più geniale di quanto ci si possa aspettare: "Per me quelle non sono comodità ed oggi ho bisogno di molto meno per vivere ed ho una forma di remunerazione che non esiste in nessun altro tipo di forma di vita, ovvero l'assenza della sveglia. Io da cinque anni mi alzo senza bisogno del suono di una sveglia, semplicemente apro gli occhi quando il mio corpo decide di farlo e tutto questo non ha prezzo".