Paola Penelope, Giorgia Meloni
in foto: Paola Penelope, Giorgia Meloni

La drag queen Paola Penelope ha risposto agli insulti rivolti a lei e alla sua collega, Cristina Prenestina, da alcuni esponenti del centrodestra, da Giorgia Meloni al senatore leghista Simone Pillon. Il tutto a causa di un'iniziativa, poi cancellata a causa dell'emergenza coronavirus, rivolta ai bambini. Le due drag queen, infatti, avrebbero dovuto raccontare ai giovani studenti fiabe sull'inclusione e l'amicizia. "Questa iniziativa è stata interrotta non perché loro siano intervenuti, ma perché c'è questa emergenza coronavirus e le attività pubbliche per ora sono bloccate. Era un'iniziativa che non c'entrava nulla con l'educazione sessuale dei bambini, con tutta la parte maliziosa che hanno fatto passare strumentalizzando la vicenda. Volevo precisare che era un incontro di letture di fiabe, dove si parlava di amore, tolleranza e inclusione e non credo sia un problema se ne parli qualcuno con una parrucca e un po' di trucco", ha detto Paola ai microfoni di Fanpage.it.

"Le favole dovremmo raccontarle agli adulti"

"Perché è questo che avremmo voluto fare e probabilmente faremo più avanti. Erano incontri extrascolastici. Non erano lezioni fatte da insegnanti, perché ovviamente non lo siamo, e quindi si poteva scegliere se partecipare oppure no. Ho lavorato con dei bambini, perché capita di fare serate in cui ci sono anche le famiglie, e a me non è mai successo che un bimbo abbia fatto domande sulla sessualità. Vedono un personaggio, credono che siamo delle fatine", ha dichiarato la drag queen rispondendo alle dure critiche ricevute per l'iniziativa, che tra l'altro era patrocinata dal Municipio VII di Roma. "Ci hanno associato a due icone porno. In realtà io non ho mai girato dei porno, o quantomeno non l'ho fatto in pubblico. Se un personaggio, in questo caso il mio o quello della mia collega, suscita tutto questo e veniamo associati al sesso e alla pornografia credo ci siano problemi in chi sostiene queste cose. E quindi probabilmente le favole e le fiabe dovremmo raccontarle agli adulti per far capire che la lettura di una favola non è niente di scandaloso e non c'entra nulla con il sesso. Oltre ai bambini dovremo educare anche gli adulti. Ecco, potrebbe essere una nuova idea per il futuro".