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La comunità rom sulla morte di Zhang Yao: “Ci addolora molto. Ma ora basta persecuzioni”

“Ancora una volta la furia razzista prende il sopravvento sulla logica e sul cuore. Ancora una volta i Rom diventano un capro espiatorio, autori di tutti i mali del mondo. In verità è il razzismo il peggiore dei mali del mondo”, si legge nel testo della lettera.
A cura di Enrico Tata
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"La morte di Zhang Yao ci addolora e rattrista. Vogliamo esprimere la nostra vicinanza e solidarietà alla sua famiglia ed alla comunità cinese di Roma, di tutta Italia e del mondo". Comincia così la lettera inviata dall'associazione Nazione Rom sulla vicenda della ragazza cinese investita a Tor Sapienza da un treno mentre inseguiva due ladri. Il furto della borsetta di Yao è avvenuto davanti all'Ufficio Immigrati della Questura di Roma, "un posto – si legge nella lettera- frequentato da migliaia e migliaia di persone di ogni nazionalità, di ogni etnia". Nelle vicinanze del luogo del tragico incidente c'è il campo rom di via Salviati, un insediamento che ormai esiste da venticinque anni. Da giorni gli abitanti del campo, secondo l'associazione Nazione Rom, "sono soggetti ad una autentica operazione di persecuzione e di terrore da parte della Polizia di Stato. Una operazione in autentico stile “gestapo”. Decine di persone messe in strada davanti ai moduli abitativi dove vivono, minaccee, abusi di potere di ogni tipo: “diteci chi è stato o vi sgombriamo tutti”. Intere famiglie terrorizzate e senza nessuna colpa tranne quella di appartenere all'etnia Rom".

Nella lettera si ricorda che fin dalle prime ore in seguito al ritrovamento del corpo della ragazza, alcuni cittadini del campo di via Salviati hanno collaborato con la polizia e ci sono "persone che stanno pregando per lei e la sua famiglia. Ancora una volta la furia razzista prende il sopravvento sulla logica e sul cuore. Ancora una volta i Rom diventano un capro espiatorio, autori di tutti i mali del mondo. In verità è il razzismo il peggiore dei mali del mondo".

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