La Casa Internazionale delle Donne di Roma è a rischio di sfratto da parte del Comune. "Il debito che ci viene attribuito dall’Amministrazione non tiene conto del valore dei servizi che vengono offerti. In tal senso la Casa Internazionale delle Donne, fin dal 2013, ha iniziato un’interlocuzione con il Campidoglio il quale, dopo avere verificato la qualità dei servizi, proponeva una valutazione del loro valore economico dell’ordine di 700mila euro all'annno", si legge in un comunicato stampa. Per la Casa la lettera di richiesta di rimborso immediata, in mancanza del quale “si procederà all’attivazione, senza ulteriore comunicazione, sia della procedura coattiva; in sede civile, per il recupero del credito, sia della procedura di requisizione del bene in regime di autotutela”, è arrivata del tutto inaspettata.

"Da oltre trent’anni questo luogo, unico in Europa, rappresenta un punto di riferimento delle donne italiane e straniere e del femminismo internazionale. La Casa è da tutti apprezzata e riconosciuta per la sua capacità di autogestione e per avere mantenuto in ottimo stato un bene pubblico frequentato annualmente da oltre 30.000 persone, di essere luogo di offerta di servizi sociali e culturali, di svolgere azioni di accrescimento delle capacità delle donne", si legge ancora nella nota stampa pubblicata sul profilo Facebook della Casa.

De Petris (Sinistra Italiana): "Ci opporremo allo sfratto con massima decisione"

Secondo Loredana De Petris, senatrice di Sinistra Italiana, il Comune di Roma avrebbe dovuto applicare le nuove disposizioni del Codice del Terzo settore, entrate in vigore lo scorso luglio e che "prevedono l'assegnazione di locali in comodato gratuito alle Associazioni che svolgono attività di interesse pubblico sul territorio". Secondo De Petris "è assurdo continuare a perseguitare l'associazionismo che svolge attività culturali e di rilievo sociale nella città per poi lasciare i locali di proprietà comunale chiusi e in abbandono. Raggi e Castiglione dovrebbero comprendere che la rete di organismi che opera, con fini di interesse pubblico, nei quartieri è una ricchezza e non un costo per la città. Allo sfratto ci opporremo con la massima decisione, se necessario sostenendo le Associazioni con un presidio permanente".