Non saranno stanziati fondi per la Casa Internazionale delle Donne. L'emendamento al decreto Milleproroghe che prevedeva lo stanziamento di 900mila euro per lo stabile di via della Lungara è stato dichiarato inammissibile oggi, all'avvio della seduta congiunta delle commissioni Affari costituzionali e Bilancio alla Camera. Il Pd ha annunciato che presenterà ricorso, mentre l'opposizione lo ha accusato di star usando la vicenda della Casa Internazionale delle Donne per fare campagna elettorale in vista delle elezioni suppletive di Roma. Adesso il Pd sta lavorando a un nuovo emendamento per trovare una soluzione e far sì che i fondi siano erogati: ma, allo stato attuale, la Casa delle Donne non è ancora salva. Solo ieri la sindaca Virginia Raggi aveva annunciato la ‘vittoria', nonostante l'emendamento al Milleproroghe non fosse stato ancora approvato. Scatenando anche la reazione indignata delle attiviste di via della Lungara che da anni chiedono un'interlocuzione alla sindaca, senza aver mai avuto risposta.

A revocare la convenzione alla Casa delle Donne è stato il Comune di Roma

A revocare la convenzione al consorzio che gestisce la Casa Internazionale delle Donne è stato proprio il Comune di Roma. Questa sarebbe scaduta nel 2021, ma la giunta penstastellata ha voluto a tutti i costi anticiparne la chiusura al 2018. Una decisione che ha scatenato un'ondata di proteste e polemiche, che il Campidoglio ha sempre ignorato. Nodo cruciale della revoca, gli arretrati che il consorzio doveva a Roma Capitale per la gestione della struttura del Buon Pastore: le associazioni avevano chiesto un punto d'incontro, conteggiando i servizi e le opere di manutenzione straordinaria e ordinaria sostenute, ma sono sempre incappate nel rifiuto della sindaca.

La risposta a Raggi della Casa Internazionale delle Donne

"Abbiamo saputo che alla Camera è stato presentato un emendamento al Milleproroghe per garantire il proseguimento delle attività della Casa Internazionale delle Donne – hanno scritto ieri le attiviste in una nota – È un emendamento che, se votato, per noi avrà un risultato positivo, perché da tempo aspettiamo una soluzione. Ma è il relatore dell'intera maggioranza in Parlamento che lo ha proposto, la Raggi non l'abbiamo mai sentita. Da più di un anno attendiamo dalla sindaca di Roma una risposta al problema della transazione economica per la risoluzione definitiva del debito e la richiesta nella Convenzione di un comodato gratuito per il riconoscimento del valore sociale delle attività della Casa, come di tutti gli altri luoghi delle donne".