“Finisco di scrivere un atto e arrivo”. Sara Alonzi, consigliera del Pd del Municipio III di Roma si presenta all'appuntamento trafelata, spingendo il passeggino del suo bambino, il secondo. Ha 35 anni e da poco ha fatto sì che un'iniziativa partita da Municipio I raggiungesse anche piazza Sempione, sede del consiglio municipale di Montesacro, dove ci incontriamo. La mozione in questione prevede l’apertura e la garanzia di spazi riservati a mamme e neomamme in negozi e uffici pubblici per l’allattamento e il cambio dei pannolini dei loro bambini.

“Questo ascensore non ha mai dato problemi, ma ha pensato di rompersi quando ero al settimo mese di gravidanza, quindi ero costretta fare le scale”, racconta l’Alonzi salendo al primo piano del Municipio. Il suo bimbo nel passeggino dorme sereno, “l’ho fatto mangiare prima di venire”, spiega a un’impiegata che la ferma per salutarla nel corridoio. Andando verso i bagni delle donne, spiega che “per fare si che non rimanga solo una mozione approvata in Consiglio” è necessario mettere in atto “i passaggi successivi richiesti”.

Serve l’autorizzazione del presidente Giovanni Caudo per acquistare almeno un fasciatoio a muro e per mettere a disposizione una stanza in cui mettere uno scalda biberon e una poltrona per l’allattamento. “Abbiamo inviato una lettera d’incontro a Ikea e Prenatal per chiedere loro se sono disposti a regalare ciò di cui abbiamo bisogno”. L’idea della consigliera è quella di rendere Montesacro e gli altri quartieri del municipio baby-friendly, dove mamme e bambini possano finalmente avere la dignità che meritano. In particolare, mette in cima alla lista degli uffici da trasformare in posti accoglienti e piacevoli per i bambini, il Segretariato Sociale di via Fracchia, al cui interno non solo si trovano gli uffici per le scuole, ma anche appunto i servizi sociali. Un posto in cui vengono affrontate quotidianamente situazioni delicate, di giovani mamme che chiedono aiuto per problemi economici o perché vivono situazioni di violenza domestica:“Il segretariato è la vera sfida. Lì sarebbe bello mettere anche un tavolo con delle sedie per bambini, in modo che possano giocare mentre aspettano che le loro mamme sbrighino le pratiche negli uffici”.

Per quanto riguarda invece bar, ristoranti e altri esercizi commerciali, la mozione non guarda solo al futuro e alle prossime aperture, ma prevede la concessione di premi per tutti gli esercizi che decideranno di adeguarsi aprendo spazi per bambini. “Io mi immagino di entrare in un bar e trovare un adesivo rosa con su scritto ‘qui puoi allattare e cambiare il tuo bambino', anche perché siamo a Roma e anche girando per il centro questa cosa non esiste – spiega Sara – Ieri sera, per esempio, ero in un posto e mi sono ritrovata su una sedia ad allattare davanti a 3000 persone, non dico tanto avere privacy, ma un po’ di comodità, ecco”.

Nel frattempo, arriva il presidente Caudo, che saluta Sara e il bambino. Poi, li invita a seguirlo nel suo ufficio. Parlano di come si andrà avanti per non far diventare la mozione solo una dichiarazione d'intenti. Un altro passo avanti è stato fatto.

Articolo di Carmen Baffi