"I cittadini hanno dichiarato con forza la volontà di impegnarsi in prima persona per voler cambiare questa città. Io non credo che questo sia un dato da sottovalutare. Roma cambia se cambiano i romani. Riusciremo a fare qualunque cosa se la faremo insieme. Quindi io sono molto fiduciosa che l'esperienza sarà positiva". Queste le prime parole di Virginia Raggi come sindaco di Roma affidate a un'intervista rilasciata al canale satellitare di informazione europea, Euronews. L'intervista integrale andrà in onda questa sera alle 20 e 45 sul canale 521 della piattaforma di Sky Italia.

"Ci vorrà del tempo perché non abbiamo la bacchetta magica, ci lasciano una città in macerie, veramente in macerie", l'affondo di Raggi su chi l'ha preceduta. "Sono molto fiduciosa che pian piano riusciremo a invertire la rotta di questa macchina che purtroppo sta andando a sbattere contro un muro", ha detto la neo sindaca. "Noi invece dobbiamo rimetterla in carreggiata e farla camminare verso un futuro nel quale i bisogni dei cittadini saranno rimessi al centro", ha aggiunto. Raggi ha giudicato "un segno dei tempi che stanno cambiando" il fatto che gli elettori abbiano puntato su una donna a Roma così come era già stato per Madrid e a Parigi. "E' un segno del fatto che le persone sono pronte a gettarsi in un'avventura nuova e mi auguro che questo sia un primo passo verso quelle politiche di genere che sono sempre viste con sfavore che invece devono tornare al centro dell'agenda pubblica".

I primi due impegni: rinegoziare il debito e aggredire gli sprechi.

Aggredire gli sprechi e rinegoziare il debito: queste le prime due cose che farà la sindaca di Roma Virginia Raggi. "Aggrediremo il tesoretto degli sprechi che ammonta a 1,2 miliardi di euro all'anno. Il denaro risparmiato verrà subito convertito in servizi. Il secondo obiettivo sarà la rinegoziazione del debito della Capitale che ammonta ad almeno 13 miliardi di euro", ha detto la sindaca nell'intervista. Per quanto riguarda il debito, ha aggiunto "occorrerà un audit per capire cosa è conferito all'interno di quella gestione commissariale e poi rinegoziare i tassi d'interesse. Roma non può continuare a pagare tassi d'interessi negoziati nel 2008, quando il costo del denaro era ben più elevato".