Realizzato intorno al 123 d.C. come sepolcro per l'imperatore Adriano e la sua famiglia, Castel Sant'Angelo (o Mausoleo di Adriano) si distingue nel panorama artistico-storico della Capitale per la sua originale sorte. Mentre gli altri monumenti di epoca romana vennero distrutti, ridotti a cave di materiali da riciclare, trasformati in moderni edifici, il Castello, attraverso una lunga serie di trasformazioni e sviluppi, ha seguito per circa duemila anni la storia e le vicissitudini di Roma. Domenica 1 ottobre sarà possibile visitarlo gratuitamente, dalle ore 9:00 alle ore 19:30 (la biglietteria chiude un'ora prima).

La sua storia

Nel 403 d.d. Castel Sant'Angelo, per volere dell'imperatore Onorio, viene incluso nelle mura aureliane. Da quel momento, smette di essere identificato come sepolcro e diventa un baluardo a protezione della città, un "castellum". Se ne contendono il possesso molte famiglie romane, tra le quali i Crescenzi, i Pierleoni e gli Orsini. Sarà proprio uno di questi ultimi, papa Niccolò III, a far costruire il Passetto di Borgo, che collega il Vaticano al Castello, in una sorta di continuità ideale e fisica. Dal 1367, con la consegna delle chiavi a papa Urbano V, l'edifico si lega ai diversi pontefici, che lo rendono una residenza in cui rifugiarsi nei periodi di pericolo. Grazie alla sua struttura e alla sua posizione, viene adattato anche a tribunale e prigione. L'aspetto e la predisposizione del Castello verranno poi rimodellati attraverso interventi che si estendono lungo quattro secoli. Un processo senza interruzione di trasformazioni, con nuove strutture che vanno ad unirsi a quelle già esistenti, spesso modificandone la funzione originale. Una curiosità sull'angelo che dà il nome al Castello: si racconta che nel 590 d.c., quando Roma era stremata dalla peste, Papa Gregorio Magno chiamò il popolo in processione per allontanare la terribile epidemia. Fu in quel momento che sulla sommità del sepolcro di Adriano apparve l'Arcangelo Michele, nell'atto di rinfoderare la spada. Tale gesto fu letto come l'annuncio della fine del flagello, cosa che effettivamente accadde poco dopo. Quello che vediamo oggi non è l'originale, negli anni è stato più volte sostituito.

Come raggiungere Castel Sant'Angelo

In trama, linea 19.

In autobus, linee 23-34-271-982-40-280-62-49-97-926-990-32-81-590.

In metro, linea A fermate Ottaviano o Lepanto.