Incendia il suo bar per incassare l’assicurazione: era disperato per i debiti

Le ha tentate tutte pur di ripagare i suoi debiti da cui ormai era sommerso. Prima ha tentato di corrompere un dipendente dell’Acea per “insabbiare” la pratica del recupero debito e poi ha dato fuoco al suo bar per incassare i soldi dell’assicurazione. Di questo è accusato un 39enne di Napoli, ora agli arresti domiciliari. Gli agenti della squadra mobile hanno eseguito un’ordinanza applicativa della custodia cautelare emessa dal gip di Roma. L’uomo dovrà rispondere di incendio doloso, fraudolento danneggiamento di beni assicurati, lesioni personali come conseguenza di altro delitto, furto e corruzione. Il 27 luglio di un anno fa una violenta esplosione nella notte distrusse il bar del sospettato, al piano terra di un edificio in via Tuscolana. L’incendio provocò il crollo dell’appartamento al primo piano. Rimasero ferite tre persone e morì uno dei due cani che vivevano là.
Il proprietario del bar provò a depistare le indagini simulando un furto di videopoker all'interno del locale. Le indagini degli investigatori hanno accertato però la natura dolosa dell’incendio appiccato proprio dal titolare dell’esercizio commerciale per riuscire a riscuotere il risarcimento dall’assicurazione. L'uomo era sotto sfratto e con un grosso debito nei confronti dell'Acea e per tale motivo aveva anche offerto una ingente somma di denaro a un dipendente della società elettrica riuscire ad insabbiare la pratica di recupero credito.