Liliana Segre
in foto: Liliana Segre

Il consiglio comunale di Nettuno, litorale sud di Roma, ha approvato ieri la Mozione Segre contro razzismo, xenofobia e omofobia. Ma non è stata per nulla una votazione semplice. Il sindaco Alessandro Coppola, centrodestra, ha proposto una modifica del testo della mozione chiedendo di eliminare le parole "antifascismo" e "resistenza". Una richiesta, questa, che ha scatenato la reazione dell'opposizione.  La mozione Segre, approvata in parlamento, chiedeva di istituire una commissione straordinaria contro odio, razzismo e antisemitismo, ed è stata proposta dalla senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta alla Shoah. Molti consigli comunali italiani hanno approvato la mozione negli scorsi mesi.

"Sarebbe interessante capire come il sindaco definisce chi approvò le leggi razziali nel 1938 e fu complice dei nazisti nel periodo buio delle deportazioni di massa. Nel mondo e nella storia quel movimento è conosciuto come fascismo e chi lo combatté (tanti democratici di diverso orientamento) come antifascisti che lo fecero dando vita alla "Resistenza", ha dichiarato il vicesegretario del Partito democratico Enzo Foschi. "L'atteggiamento negazionista del sindaco di Nettuno è vergognoso. Non si usa una persona meravigliosa come Liliana Segre per tentare di riscrivere la storia, negando la verità. In uno Stato serio dovrebbe essere reato e la "negazione della memoria" dovrebbe prevedere la decadenza dai ruoli istituzionali di cui non si è degni", ha detto ancora.  "Si tratta un'operazione di negazionismo molto pericolosa. Un colpo di spugna che cancella non solo la nostra storia, ma soprattutto il regalo più grande che hanno ricevuto gli italiani, la libertà, grazie alla battaglia ed al sangue versato dai partigiani. Il sostegno a Liliana Segre, tutt'ora vittima di orrende offese fasciste e discriminatorie, è il segno del rinnovamento dei valori di democrazia e libertà su cui si fonda il nostro Paese e grazie ai quali oggi tutti e tutte possiamo prendere parola, anche il Sindaco di Nettuno", le parole della capogruppo alla Regione Lazio della Lista Civica Zingaretti, Marta Bonafoni.