Alex Maria Montresor, il bimbo affetto da una malattia genetica rara e per il quale si era scatenata una straordinaria gara di solidarietà, è guarito. A dirlo è stato il professore che quattro mesi fa lo ha operato all'ospedale Bambino Gesù di Roma, dove il piccolo, che oggi ha quasi due anni, era stato trasferito da Londra alla fine dello scorso novembre. L'oncoematologo Franco Locatelli ha spiegato al quotidiano "la Repubblica" che Alex è completamente guarito ed è pronto a tornare a casa e riprendere una vita normale, una notizia che arriva proprio alla vigilia di Pasqua e la "impreziosisce". Il bambino lo scorso 20 dicembre era stato sottoposto a un delicato trapianto di cellule staminali emopoietiche (cioè del midollo osseo) provenienti dal padre e opportunamente manipolate: una tecnica sviluppata proprio dall’équipe di ricercatori guidata da Locatelli, direttore del Dipartimento di oncoematologia, terapia cellulare e genetica del Bambino Gesù. Prima di utilizzarla su Alex, la tecnica era stata sperimentata con successo già su 200 pazienti, 50 dei quali bambini, con percentuali di guarigione attorno all'85-90 per cento.

La malattia di Alex e la gara di solidarietà

Già un mese dopo l'intervento lo staff dell'ospedale pediatrico del Vaticano aveva affermato che l'intervento era perfettamente riuscito e che le cellule del padre, manipolate e infuse nel bambino, avevano perfettamente attecchito senza che si verificassero infezioni o rigetti. Alessandro Maria Montresor è nato a Londra da genitori entrambi italiani. Il piccolo era affetto da una malattia genetica molto rara, la linfoistiocitosi emofagocitica (HLH), un deficit del sistema immunitario che colpisce solo lo 0,002 per cento dei bambini e, se non trattato, può portare alla morte. Per salvare Alex una delle strade possibili era il trapianto di midollo osseo da un donatore compatibile. Dopo l'appello dei genitori del bambino, ripreso da molte testate giornalistiche, in tutta Italia da Napoli a Milano si era scatenata una gara di solidarietà, con migliaia di persone che si erano sottoposte ai test di tipizzazione per capire se fossero compatibili e si erano si erano iscritte al registro italiano dei donatori di midollo osseo.

Purtroppo la strada del trapianto da donatore compatibile non è stata perseguibile. Per questo si è optato per la tecnica del trapianto di cellule staminali emopoietiche da genitore, sviluppata proprio all'ospedale Bambino Gesù. Una strada che ha portato i suoi frutti e che consentirà ora al piccolo Alex un'esistenza normale. Una volta rientrato a casa, Alex dovrà periodicamente tornare a Roma per dei controlli. Adesso la frequenza è di un controllo ogni due o tre settimane, ma in futuro le pause tra una visita e l'altra saranno via via sempre più lunghe.