Il papà di Zhang Yao, derubata e investita dal treno: “Nessuno ci ha informato del processo”

"Nessuno ci aveva informato, nessuno ci aveva detto dell’udienza. Per tre volte negli ultimi tre mesi ho fatto la spola tra Pechino e Roma. Sono esausto, distrutto. Poi mi è arrivata la notizia della condanna. Mi sono fermato un attimo per cercare di realizzare. Poi mi sono chiesto: ha un senso? Non saprei. Dovevano almeno avvertirci”. A parlare è Gowen Zhang, il papà di Yao, la ragazza cinese derubata e poi investita da un treno in transito mentre rincorreva i ladri. Alla famiglia della studentessa nessuno avrebbe comunicato l'esito del processo per i due rapinatori, Gianfranco R. e Serif S.. Quest'ultimo è già in libertà. Condannato a due anni di reclusione per il furto, ha avuto la pena sospesa. Gianfranco R., invece, sconterà ai domiciliari la sua condanna a un anno e sei mesi, sempre per il furto.
“Decide la legge, non sono un avvocato o un magistrato e non spetterebbe a me commentare. Ma da padre… dico solo che chi si comporta in un certo modo, chi compie reati nei confronti dei romani, dei turisti e degli stranieri che vanno in Italia per studiare o per lavoro, gettano un cattiva luce su tutta la città”, dichiara il padre di Zhang Yao in un'intervista rilasciata a Repubblica. "Voi come avreste reagito se avessero fatto una cosa del genere a un vostro familiare? Mettetevi nei mie panni. Yao era la mia sola figlia. A un certo punto sono impazzito dal dolore. I romani devono capire”