Quando si hanno dei bambini non è semplice tornare a lavoro, soprattutto se si è una donna. Non perché non si abbia la voglia, ma perché spesso non ci sono le condizioni per poterlo fare: gli asili comunali e paritari spesso sono off limits per le famiglie, i privati hanno costi molto alti, e non sempre i nonni possono fare da baby sitter a tempo pieno ai nipoti. E succede così che molte donne sono costrette a stare a casa. Tutto questo capita in una metropoli come Roma, in cui i servizi invece di scarseggiare dovrebbero essere implementati. Ma Roma è una città che ha anche il pregio di vedere le persone organizzarsi per cambiare le cose: dove i servizi non bastano, vengono creati dalla volontà dei cittadini. Ed è così che è nato "L'Alveare", uno spazio di coworking sito nel V Municipio, nel quartiere di Centocelle, in via Fontechiari 35. "L'Alveare" è un progetto nato nel 2014 e che è stato pensato per consentire ai genitori – ma soprattutto alle madri – di rientrare a lavoro in modo graduale e di poter allo stesso tempo essere vicini ai propri bambini. Punto forte de "L'Alveare", infatti, è soprattutto lo spazio baby, un servizio educativo che ospita i bambini di età compresa tra i 4 mesi e i 3 anni. Un progetto che ha permesso a molte donne di poter tornare a lavoro in un ambiente sereno e con la possibilità di portare con sé i bambini. Ma quest'esperienza terminerà il 31 marzo perché il Municipio V, guidato dalla giunta a cinque stelle, ha deciso di richiedere indietro gli spazi de "L'Alveare".

La nascita de "L'Alveare" con l'associazione Città delle Mamme

"Ci hanno intimato di lasciare gli spazi – ha detto Serena dell'Alveare – Non sappiamo cosa ci vogliono fare, per adesso non si sa ancora nulla. Ci auguriamo che tengano presente la vocazione di questo spazio, il fatto che sia accogliente per le famiglie e i bambini piccoli. Sopratutto ci auguriamo che non rimanga appeso e vuoto come tantissimi altri stabili che ci sono nel municipio e a Roma. Speriamo che ci sia un disegno dietro e che non sia solo un'azione legale. I 5 stelle non ritengono valida la nostra assegnazione, perché per loro i posti devono essere assegnati con bando e la nostra invece è stata un'assegnazione diretta. In ogni caso non abbiamo notizie né di un bando pronto né di una destinazione d'uso per questi spazi". Era il 2014 quando l'assessorato alle Periferie di Roma Capitale ha assegnato all'associazione di volontariato "Città delle mamme" gli spazi de "L'alveare". Gli spazi, inutilizzati e abbandonati da anni, sono gradualmente tornati alla vita grazie al lavoro di riqualificazione messo in atto dai volontari che hanno preso in cura lo stabile. E che hanno garantito in questi anni anche un servizio di guardiania, che adesso dovrà essere abbandonato.

Bonafoni: "Chiusura un grave danno per il territorio"

A esprimere la loro contrarietà alla chiusura dell'Alveare, anche la consigliera regionale Marta Bonafoni e il capogruppo municipale Stefano Veglianti. "Negli ultimi cinque anni “L’Alveare” è stato un luogo di riferimento per il quartiere, spazio utilizzato da centinaia di persone e che ha fornito una risposta a quanti hanno cercato faticosamente di conciliare famiglia-lavoro. La chiusura dello spazio di coworking è un danno per il territorio e rende ancora più evidente l’incapacità dei vertici del Municipio nell’individuare soluzioni che corrispondano alle esigenze dei quartieri. La chiusura dei locali senza una soluzione alternativa, inoltre, mette a rischio vandalismo gli stessi locali che negli anni sono divenuti luogo di aggregazione e socializzazione".