Il corpo nella valigia non è della crocerista cinese scomparsa: ma allora dov’è Angie?

Non è di Xing Lei Li, la cinese sparita in crociera, il cadavere trovato in una valigia a Rimini. Le altezze non combaciano e poi la città sull'Adriatico è distante mille chilometri dai luoghi toccati dalla Msc Magnifica, la nave dove la donna si era imbarcata insieme al marito Daniel Belling e ai due figli. E allora dov'è finita Xing Lei Li, 38 anni, per tutti Angie? Secondo la procura si trova sul fondo del mare, all'interno di un grande trolley arancione e nero, tra Genova e Malta. Ad averla fatta sparire tra i flutti sarebbe stato proprio il marito, che ora è in carcere, nella notte tra il 10 e l'11 febbraio. Trovarla potrebbe essere quasi impossibile.
Daniel Belling ha sempre affermato che sua moglie avrebbe abbandonato la crociera di sua spontanea volontà per sbrigare un affare di lavoro. Ma i sistemi di sicurezza della nave e il personale di bordo lo smentiscono: Xing Lei Li non ha mai lasciato la nave secondo le strumentazioni elettroniche. Il suo badge è passato per l'ultima volta ai controlli alle 10 e 34 del 10 febbraio, quando la nave era ferma a Genova e pronta a ripartire per Malta. Quella sera viene vista a cena da alcuni testimoni, poi più nulla. "Lo vedevamo sempre da solo, sempre con i bambini, vestiti uguali, trasandati", raccontano i passeggeri. Nelle foto scattate dall'uomo negli ultimi giorni di crociera ci sono solo lui e i figli. Nella prima fotografia c'era anche la moglie e lui aveva la fede nuziale al dito, mentre in uno scatto successivo lei non c'è e l'uomo non ha la fede nuziale e ha alcuni graffi al volto. "Me li sono fatti giocando con i miei figli", si è giustificato. Marito e moglie, riferiscono i testimoni, litigavano spesso e il loro matrimonio era in crisi da tempo. Ad inchiodare Belling c'è anche la testimonianza del figlio più grande: "Mamma si è allontanata mentre dormivo e non l’ho più vista". E' questa una delle prove che ha convinto i giudici del tribunale del riesame a confermare il carcere per l'indagato.
Dal canto loro gli avvocati di Belling sostengono che, nel corso dell'interrogatorio protetto, il bimbo avrebbe detto anche: "Mamma sta in Cina". In secondo luogo, secondo i legali, gli spostamenti della donna senza avvertire la famiglia si verificavano frequentemente e in terzo luogo ci potrebbe essere stata una falla nei sistemi elettronici della nave, che potrebbero non aver registrato lo sbarco della donna. Per questo i difensori di Belling hanno chiesto una perizia informatica sugli apparecchi di sorveglianza della Msc Magnifica.