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Secondo i dati estrapolati dall'agenzia Agi, i decessi totali a Roma nel mese di marzo sono praticamente identici a quelli registrati nello stesso mese un anno fa: 2753 persone morte a marzo 2020 e 2721 morti a marzo del 2019. Nel 2018 furono 2783. Dati, questi, che appaiono molto differenti a quelli di alcune città del nord Italia dove, a causa del coronavirus, le morti sono aumentate di quasi il 400 per cento a Bergamo, del 300 per cento a Cremona e del 200 per cento a Lodi. A Milano, nelle prime quattro settimane di marzo, si è verificato un aumento nei decessi del 41 per cento.

D'Amato: "Nel Lazio letalità tre volte più bassa rispetto alla Lombardia"

Questi dati, ha dichiarato l'assessore regionale alla Sanità, Alessio D'Amato, confermano "la pressoché totale assenza di anomalie sul tasso di mortalità. Un dato in linea con quello che avevamo già rilevato nel monitoraggio dell'epidemia ovvero che a Roma e nel Lazio, grazie al lavoro svolto, vi è uno dei più bassi tassi di letalità a livello nazionale e tre volte inferiore al dato della Lombardia". A Roma e nel Lazio, infatti, questo dato è del 5,8 per cento, mentre in Lombardia è del 18 per cento. "Il tasso di letalità rappresenta la percentuale dei decessi rispetto alla totalità dei contagiati. Questo significa che un cittadino di Roma e del Lazio colpito dal virus ad oggi ha avuto tre volte in più la possibilità di sopravvivere rispetto ad un cittadino lombardo".