Tempi duri per il Bioparco di Roma, che rischia la chiusura dopo oltre cento anni di storia. A far vacillare la Fondazione è l'andamento economico della stessa, in calo per la mancata erogazione di fondi pubblici, nonostante gli investimenti nell'area naturale siano stati inseriti all'interno del piano comunale fino al 2020. Un problema economico che si riscontra anche negli arretrati del Bioparco, che in totale raggiungono i tre milioni di euro, uno accumulato l'anno scorso e due nei primi mesi del 2019. Tra queste problematiche si sarebbe aggiunta anche una grana dal Campidoglio, che non avrebbe pagato la sua tranche annuale per il 2018, facendo mancare alle casse del giardino zoologico un finanziamento di quasi 3 milioni di euro. La prova di quanto la situazione sia critica è riscontrabile nella lettera che il presidente del Bioparco Francesco Petretti ha scritto alla sindaca di Roma Virginia Raggi, al city manager Franco Giampaoletti e al capo di Gabinetto Stefano Castiglione. "Non nascondo che, in assenza della ripresa dell’ordinaria corresponsione dei contributi da parte di Roma Capitale — si legge nella missiva di Petretti — si possano persino prevedere la chiusura della struttura e le dimissioni contestuali di tutti gli organi di gestione". Una plausibile "extrema ratio", che potrebbe concretamente verificarsi qualora le risorse monetarie continuassero a non affluire. Per fronteggiare il tutto nel corso di questi mesi lo staff del Bioparco è stato costretto a un necessario ridimensionamento di alcuni settori, come quelli riguardanti l'area veterinaria e le ristrutturazioni dell'ingresso e di alcune gabbie, ma stringere la cinghia potrebbe non bastare a salvare il giardino zoologico più antico d'Italia.

Lo staff del Bioparco è ottimista: "Massima fiducia nel Comune di Roma"

Nonostante il clima grigio nel quale si trova il Bioparco, la direzione ha fatto sapere a Fanpage.it di nutrire "massima fiducia nel Comune, consapevoli del fatto che ci sarà la totale collaborazione da ambo le parti". Trapela dunque ottimismo dai rappresentanti del giardino zoologico della Capitale, con le stesse rassicurazioni che arrivano dal Campidoglio attraverso la voce di Franco Giampaoletti, uno dei destinatari della lettera di Petretti: secondo il city manager la questione economica dovrebbe risolversi entro fine maggio, con la fiducia nel fatto che gli atti per procedere ai pagamenti siano definiti entro pochi giorni.