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I venditori ambulanti protestano contro Marino. In piazza anche la Comunità Ebraica

“Siamo qui per un problema di lavoro e di dignità del lavoro per famiglie che da mesi sono state private dei mezzi di sussistenza. Questo ci viene negato con tutta una serie di promesse e rinvii assolutamente intollerabili”. Così il presidente della Comunità Ebraica Di Segni.
A cura di Enrico Tata
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Protestano perché, secondo loro, le nuove postazioni assegnate dal Comune sarebbero “più piccole di quelle per un cane”. Così Fabio Gigli, presidente di un’associazione degli urtisti che oggi hanno protestato in piazza del Campidoglio. Gigli spiega: "Il 10 luglio quando ci hanno spostato da centro storico, l'amministrazione ci aveva comunicato che entro 10 giorni, al massimo 15, saremmo entrati nei nostri luoghi di lavoro nell'area del Colosseo, sebbene in posizioni diverse. Invece siamo al 10 settembre e il risultato è che siamo senza lavoro. Nel frattempo abbiamo presentato all'amministrazione un progetto di info-point per far sì che al turista venga dato un servizio anche di orientamento, che potremmo fare noi. Lo abbiamo sempre fatto, ma ora vorremmo farlo in maniera ufficiale”. Con i venditori ambulanti in piazza è scesa anche la Comunita Ebraica di Roma. Presenti in rabbino capo della Capitale Riccardo Di Segni e la presidente della Comunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello. “Siamo qui per un problema di lavoro e di dignità del lavoro per famiglie che da mesi sono state private dei mezzi di sussistenza. Questo ci viene negato con tutta una serie di promesse e rinvii assolutamente intollerabili. Siamo qui per dare appoggio sociale a una categoria che è gravemente a rischio in questo momento”, ha detto Di Segni.

Parere condiviso anche da Ruth Dureghello: “È la prima volta nella storia della comunità che manifestiamo in questa maniera accanto a una categoria. Scendere oggi in piazza al fianco della categoria che ha promosso questa manifestazione era doveroso. La maggior parte delle famiglie degli urtisti titolari delle licenze storiche sono membri della comunità, oltre il 99 per cento”.

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