I trapper Traffik e Gallagher
in foto: I trapper Traffik e Gallagher

I trapper Traffik e Gallagher, all'anagrafe Gianmarco Fagà e Gabriele Maggi, 23 e 25 anni, sono accusati di aver aggredito tre ragazzi che volevano chiedere l'autografo tentando anche di strappare loro i cellulari. L'episodio risalirebbe alla sera del 23 febbraio scorso all'uscita della stazione Termini. Secondo il gip Traffik avrebbe detto ai ragazzi: "A ragà volete che vi rubiamo il cellulare anche a voi?".  Poi, si legge nell'ordinanza del giudice, "Traffik e Gallagher si avvicinavano ai tre ragazzi e in particolare Gallagher, afferrando il bavero del cappotto di una delle tre vittime, lo percuoteva violentemente e ripetutamente, intimandogli ‘dammi il tuo cazzo di cellulare'. Al contempo Traffikavanzava la medesima richiesta di consegna dei cellulari nei confronti delle altre due vittime (‘Datemi il vostro cellulare o vi spacco la faccia'), estraendo dalla tasca del proprio cappotto e impugnando una noccoliera cd tirapugni di colore nero, che mostrava alle tre persone offese, ribadendo ‘datemi il cellulare'. Allo stesso modo, Gallagher estraeva la mano dal proprio cappotto, impugnando una noccoliera di colore nero e tendendo il braccio con l'intenzione di scagliare un pugno a uno dei tre. Impaurite, due delle vittime riuscivano a divincolarsi dalla presa e cercavano di indietreggiare mentre Traffik gridava ‘negro'" a uno dei tre. "Dopo essere riusciti a fuggire – si legge ancora – i denuncianti notavano che i due rapper in corrispondenza dell'intersezione di via Volturno con via Enrico de Nicola sferravano calci e pugni nei confronti di un uomo bengalese che iniziava a perdere sangue".

La difesa di Gallagher: "Fatti non veri"

Su Instagram i due trapper si difendono. Queste le dichiarazioni di Gallagher: "Il sottoscritto Gabriele Magi, noto come Gallagher, in relazione agli articoli comparsi in data odierna sulle principali testate giornalistiche, intende chiarire come la ricostruzione narrata sia frutto unicamente delle dichiarazioni rese dai denuncianti. Si rappresenta inoltre, che si tratta di dichiarazioni infamanti e mi riservo sin d’ora, d’intesa con il mio legale, di agire giudizialmente nei confronti di chiunque abbia rappresentato una realtà difforme dal vero e quindi diffamatoria del mio onore, tanto personale quanto professionale".

Queste invece le parole di Traffik, sempre su Instagram, che fanno riferimento a un episodio avvenuto poco prima o poco dopo la vicenda per cui è stato accusato: "Volevo spiegare che il gesto che ho fatto a Burger King è perché il ragazzo filippino che lavora all'interno faceva tanto il simpatico. Io sono tornato, nessuno fa il simpatico. Perché se non è oggi è domani, io so dove lavori, ti metto dentro la friggitrice. Non è che vado a disturbare chi lavora. Io sono tornato e gli ho tirato un vassoio in faccia. È più di un anno che non faccio reati, non temo nulla".