Foto di repertorio
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L'hotel Terme di Pompeo di Ferentino, località termale in provincia di Frosinone, ha rifiutato la prenotazione per Capodanno a dodici famiglie a causa, sembra, della presenza di circa dieci ragazzi autistici tra i 12 e i 18 anni. Dopo le proteste di alcuni genitori l'albergo ha risposto sostenendo che la prenotazione è stata non confermata "dal referente del gruppo di famiglie" e che non "è mai stata negata la disponibilità al soggiorno". Circostanza, questa, che è stata smentita dai genitori su Facebook.  Intanto anche la Regione Lazio sta cercando di verificare l'episodio e l'assessorato alla Sanità e l'Integrazione Sociosanitaria sta valutando la sospensione dell'accreditamento della struttura per violazione del principio di eguaglianza nell'accesso alle strutture accreditate al Servizio sanitario regionale.

"Come ci siamo sentiti? Offesi, discriminati"

"Come mi sono sentito? Offeso. Discriminato. Per Matteo, per me, per mia moglie Elena, per tutte le famiglie con figli autistici che sono state messe alla porta dal gestore di quell'hotel. Un albergatore che non ci ha ritenuti degni di passare il Capodanno insieme agli altri clienti. Ma vorrei rassicurare tutti: stasera passeremo comunque un bellissimo Capodanno con tanti amici cari", ha raccontato a La Repubblica Marco Sabatini, il papà di uno dei ragazzi. Secondo lui l'hotel ha pensato di non accettare la prenotazione delle famiglie "appena hanno sentito la parola "bambini autistici". Eppure erano ben contenti quando, all'inizio di novembre, avevamo riservato stanze e cenone per più di quaranta persone. Siamo genitori con figli autistici. Ogni anno facciamo una settimana di vacanza con i nostri ragazzi che svolgono una terapia particolare in acqua. Una tecnica straordinaria attraverso la quale i nostri bambini, spesso, come si dice, chiusi in una torre, riescono a comunicare con chi sta loro accanto. E così siamo diventati amici". Il proprietario, ha dichiarato ancora il signor Sabatini, "ha detto che la sua struttura non era adeguata e c'era un numero chiuso per i bambini. Si è mai sentita una cosa simile? La verità è che non voleva i nostri figli. Gli altri clienti della cena di Capodanno avevano diritto a stare tranquilli. Così ci ha detto. E a mezzanotte, ha aggiunto, con lo scoppiare dei botti chissà che reazione avrebbero potuto avere dei ragazzi autistici".