Virginia Raggi
in foto: Virginia Raggi

Virginia Raggi avrebbe esercitato "pressioni" indebite sui vertici di Ama "finalizzate a determinare la chiusura del bilancio dell’Ama in passivo, mediante lo storno dei crediti per i servizi cimiteriali". Questo avrebbe scritto l'ex presidente e amministratore di Ama in un esposto presentato in procura, secondo quanto si legge su un articolo firmato da Emiliano Fittipaldi sull'Espresso. Secondo Bagnacani la sindaca lo avrebbe spinto "a togliere dall'attivo dell'azienda crediti che invece erano certi, liquidi ed esigibili con l'unico obiettivo di portare i conti di Ama in rosso".

In alcune conversazioni audio riportate dal settimanale diretto da Marco Damilano, la sindaca di Roma chiede a Bagnacani di modificare il bilancio: "Lorenzo, se il socio ti chiede di fare una modifica la devi fare!". E ancora: "Se tu lo devi cambiare comunque, lo devi cambiare. Punto. Anche se loro dicono che la luna è piatta". Nella conversazione con l'ex presidente di Ama Raggi ammette che Roma "è praticamente fuori controllo, i sindacati fanno quel cazzo che vogliono". La tariffa sui rifiuti non può essere aumentata perché "i romani oggi si affacciano e vedono la merda. In alcune zone purtroppo è così, in altre zone è pulito e tenete bene…in altre zone…cioè non c'è modo, non c'è modo. Allora…quando ai romani gli dico sì la città è sporca però vi aumento la Tari, ma io scateno, cioè mettono la città a ferro e fuoco altro che gilet gialli".

Il Campidoglio: "Raggi non è indagata, nessuna pressione"

Virginia Raggi non è indagata, precisa in una nota il Campidoglio. "Il Bilancio di Ama proposto dall'ex ad Lorenzo Bagnacani non poteva essere approvato dal socio Roma Capitale e, quindi, dalla Giunta. Il ragioniere generale, il direttore generale, il segretario generale, l'assessore al Bilancio e tutti i dipartimenti competenti hanno certificato l'assoluta mancanza di possibilità di riconoscere il credito inserito nel progetto di bilancio caldeggiato dall'ex Ad. Non c'è stata quindi alcuna pressione ma la semplice applicazione delle norme. Inoltre  si sottolinea che più volte nel corso dello scorso anno Roma Capitale ha sollecitato la revisione del progetto di bilancio e delle voci segnalate dagli organi preposti e dal collegio dei revisori dei conti della stessa Ama. L'approvazione di quel bilancio non avrebbe rispettato la legge e avrebbe condotto al pagamento di premi per lo stesso ad, i dirigenti e i dipendenti", spiega in una nota il Comune di Roma.

Lega: "Se audio sono veri Raggi si deve dimettere"

"Se il contenuto delle intercettazioni del sindaco Raggi corrispondesse al vero sarebbe la confessione di un grave reato e la chiara ammissione di una palese incapacità a governare. Per coerenza con le regole del Movimento ci aspettiamo le sue immediate dimissioni", ha dichiarato il ministro degli affari regionali Erika Stefani. "Prima i frigoriferi, poi i materassi, le buche, i topi, le fermate della metropolitana che chiudono una dopo l'altra. Ora a quanto si apprende, un possibile quadro di forzature ed omissioni che sottintende ad un reato. Se venissero confermate le sconcertanti intercettazioni telefoniche diffuse dalla stampa, le dimissioni del sindaco Raggi sarebbero l'unica via di uscita e un atto di rispetto per la cittadinanza, che merita un sindaco capace, trasparente e rispettoso della grande responsabilità affidata da milioni di romani", sostiene il senatore della Lega William De Vecchis, vicepresidente della commissione Lavoro di Palazzo Madama.  Dello stesso avviso anche il ministro delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio (Lega): "Se le le anticipazioni giornalistiche che stanno trapelando in queste ore fossero confermate, ci aspettiamo un gesto finalmente concreto da parte del sindaco Raggi".

Il PD: "Schiaffo ai romani, dimissioni indispensabili"

"Alla luce delle ultime devastanti rivelazioni, le dimissioni di Virginia Raggi non sono più un atto politico, ma un'azione indispensabile per Roma e per i suoi cittadin- Arrivare a fare pressioni così pesanti, descrivere la città in questo modo èuno schiaffo in faccia a tutti i romani che invece ogni giorno fanno il proprio dovere per la città. Virginia Raggi si è sfiduciata da sola", le parole del segretario romano del Partito democratico, Andrea Casu.