Il ministro della Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno
in foto: Il ministro della Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno

Per il ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, quello dell'elemosiniere del Papa, intervenuto in aiuto degli occupanti dell'ex edificio Inpdap, è un gesto d'amore "straordinariamente bello". D'altro canto, ha aggiunto Bongiorno nel corso di un'intervista rilasciata a Radio Uno, "le leggi si rispettano e tutti le dobbiamo rispettare. Spero che a livello delle istituzioni non ci siano prese di posizione diverse dal dire che è un gesto erroneo che se fosse replicato andremmo nel caos. Additiamo questo gesto con un gesto di violazione della legge". Il gesto del cardinale elemosiniere Konrad Krajewski, che ha riattivato la luce a Spin Time, lo stabile ex Inpdap occupato, serviva ad "attirare l'attenzione di tutti su un problema reale, che coinvolge persone, bambini, anziani". Lo sostiene il segretario di Stato Vaticano, Pietro Parolin. "Attirare l'attenzione di tutti su un problema reale, che coinvolge persone, bambini, anziani e cercare insieme di risolverlo e mi pare che questo è già avvenuto in un certo senso, nel senso che anche le istituzioni si sono attivate. Sottolineerei questa positività e questa buona intenzione", ha aggiunto Parolin.

Il gesto dell'elemosiniere del Papa

Quattrocento persone, tra cui anche mamme e bambini piccoli, erano rimaste senza corrente, senza neanche la possibilità di utilizzare il frigorifero o farsi una doccia calda dallo scorso 6 maggio. Per questo il cardinale elemosiniere del Papa è intervenuto personalmente per riattaccare i contatori a Spin Time, il palazzo occupato di via Santa Croce in Gerusalemme. Così hanno raccontato l'episodio gli occupanti di Spin Time: "Il cardinale, che già in passato è stato nostro ospite perché viene a prendersi cura di anziani, malati e bambini che vivono nella struttura, era arrivato nel pomeriggio di ieri, verso le 17, a bordo di un furgone carico di regali per i più piccoli. Sapeva che eravamo da tre giorni senza corrente. Appena giunto ha chiamato al telefono in prefetture e al Comune di Roma chiedendo di riattivare, entro le 20, l'energia elettrica altrimenti lo avrebbe fatto lui stesso. E così è stato. Alle 20:15 circa, il cardinale è tornato, ci ha spiegato che era competente di energia elettrica perché prima di prendere i voti, in Polonia, aveva lavorato nel settore, ha di nuovo chiamato le autorità cittadine per esplicitare il suo intento, poi si è calato nella buca dove c'è il nostro impianto di media tensione, ha attuato una serie di manovre, come si usa nel gergo tecnico, e la luce è tornata".