foto di repertorio
in foto: foto di repertorio

Non doveva essere operato. Sarebbe bastata una visita accurata per capire che quel bimbo, due anni appena, non poteva essere operato perché aveva la polmonite. E invece, insieme al gemellino, fu sottoposto a una circoncisione in casa. Per il medico che l'ha eseguita, riporta oggi il Messaggero, i pm hanno chiesto il rinvio a giudizio per omicidio preterintenzionale. Tra l'altro il dottore, 66 anni, era laureato e aveva una specializzazione in chirurgia alla Sapienza, ma non era iscritto all'albo. Operò i due gemellini all'interno di un appartamento di Monterotondo a dicembre di un anno fa: uno dei due superò l'intervento, mentre l'altro, ammalato di polmonite e quindi già in condizioni cliniche precarie, morì poche ore dopo.

Il medico operò in "situazione di gravissima carenza igienico-sanitaria"

L'intervento, hanno ricostruito i pm, fu eseguito in "una situazione di gravissima carenza igienico-sanitaria, senza sottoporre il piccolo alla doverosa valutazione preoperatoria, con raccolta dell'anamnesi, acquisizione di eventuale documentazione medica, esami obiettivi e strumentali di laboratorio, valutazioni che avrebbero permesso di rilevare che era affetto da polmonite". Secondo quanto si apprende, i due gemellini arrivarono a Monterotondo il 15 novembre dal Centro di accoglienza straordinario di Rieti. Avrebbero compiuto due anni il 10 gennaio, ma pochi giorni prima, il 23 dicembre, si verificò la tragedia. Ora il medico che operò potrebbe finire a processo per la morte di uno dei due bambini.