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Migliaia di persone scendono in strada a Roma per manifestare per i pari diritti. Oggi, sabato 8 giugno, la Capitale si tinge dei colori dell'arcobaleno, in occasione del 25esimo Gay Pride italiano. In tantissimi hanno affollato il centro storico di Roma in un corteo che ha sfilato con musica, danze, carri e cori, con mani colorate di rosso rivolte al cielo "contro omofobia e transfobia", cantando ‘Bella Ciao'. A fianco della comunità gay, lesbica, bisex, transessuale e queer ci sono anche tante persone eterosessuali, che si sono unite a quella che è "una battaglia di tutti, perché i diritti umani non sono un privilegio". La parata è partita da piazza della Repubblica e arriverà in piazza Madonna di Loreto, passando per via Einaudi, piazza dei Cinquecento, via Cavour, piazza dell'Esquilino, via Liberiana, piazza Santa Maria Maggiore, via Merulana, via Labicana, piazza del Colosseo e via dei Fori Imperiali. Il primo Gay Pride in Italia risale al 2 luglio del 1994, lanciato dall'associazione Lgbti Arcigay. Ma oggi si festeggia anche il 50esimo Pride dal primissimo, avvenuto a New York nel lontano 1968. In Italia quest'anno ci saranno oltre 40 parate, per chiedere al governo che vengano riconosciuti pari diritti alle persone omosessuali.

Proposta di legge contro l'omofobia

"In Italia mancano ancora leggi per dare pari diritti alle persone lesbiche gay e trans, come la legge conto l'omofobia, le adozioni, e molto altro, per questo chiediamo al Governo di portare in aula al più presto almeno la proposta di legge contro l'omofobia presentata dalla stessa maggioranza" ha detto Fabrizio Marrazzo, portavoce Gay Center e portavoce Lazio Pride. "Purtroppo se anche il nostro movimento è cresciuto molto portando nei Pride ogni anno milioni di persone in tutta Italia, ogni anno oltre 20mila persone che chiamano il servizio di Gay Help Line sono vittime di omofobia" ha concluso Marrazzo.

Luxuria a Salvini: "Vinceremo noi"

"Matteo Salvini che si è gonfiato molto nutrendosi di odio prima o poi si sgonfierà, mentre la nostra lotta per i pari diritti andrà sempre avanti" ha detto l'ex parlamentare Vladimir Luxuria, sfilando in testa al corteo. "Non si possono fare passi indietro sulle unioni civili: ormai sono entrate nella tradizione". Tuttavia ha chiarito: "Sull'omofobia e sull'educazione alle differenze, penso invece con disappunto si possa tornare indietro, ma alla fine vinceremo noi".