Il fiume Sacco, affluente destro del Liri, sempre più invaso dalla schiuma. [Foto da Twitter @Matteo Parlato] Immagine d’archivio.
in foto: Il fiume Sacco, affluente destro del Liri, sempre più invaso dalla schiuma. [Foto da Twitter @Matteo Parlato] Immagine d’archivio.

Il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale e la polizia provinciale di Frosinone hanno sequestrato gli scarichi di una nota azienda di Morolo, perché svuotava le acqua reflue industriali direttamente nel suolo che poi finivano nel fiume Sacco. Una grave violazione di legge che è costata una denuncia al rappresentante e al tecnico della società, accusati di aver prodotto una falsa documentazione, per ottenere l'autorizzazione allo scarico. L'allarme è partito dalla scoperta degli agenti che hanno notato una strana schiuma nel fiume e, insospettiti, hanno deciso di approfondire, conducendo le indagini sul caso. Sul posto, per alcuni accertamenti, sono intervenuti i tecnici Arpa, che hanno svolto i prelievi e analizzato la natura delle acque reflue.

Schiuma nel fiume Sacco: sequestrati gli scarichi di una nota azienda

Dalle analisi è emerso che solfiti e tensioattivi totali erano al di sopra dei limiti stabiliti per legge. Il decreto di sequestro è scattato durante la mattinata di oggi, lunedì 15 luglio, quando i poliziotti su indicazione giudice per le indagini preliminari del tribunale hanno posto sotto sequestro gli scarichi. È infatti stato accertato che le acque reflue non venivano canalizzate all'interno di tubature, ma finivano direttamente al suolo, confluendo poi nel Sacco, inquinandolo e costituendo potenzialmente dei danni all'ecosistema circostante.