Centro Agroalimentare di Fondi
in foto: Centro Agroalimentare di Fondi

Il MOF – Centro Agroalimentare all'Ingrosso di Fondi è il più grande centro italiano di smistamento di frutta e verdura, con merci che arrivano ogni giorno da tutta la penisola. Per questo è il più pericoloso ‘sorvegliato speciale' della cittadina di Fondi, che da ieri sera è diventata ‘zona rossa'. Nessuno potrà uscire o entrare dal paese, neanche per andare a lavoro. Fino a ieri erano 47 le persone infette da coronavirus su un totale di abitanti di circa 40mila. Troppi per la Regione Lazio, che ha disposto la chiusura del paese e regole stringenti anche per gli accessi al Centro Agroalimentare.

Norme stringenti al Centro Agroalimentare di Fondi: resterà chiuso il pomeriggio

Nell'ordinanza della Regione Lazio, pubblicata d'urgenza ieri sera, 19 marzo, è stata disposta la chiusura del Centro Agroalimentare nelle giornate di lunedì, martedì, mercoledì, giovedì e venerdì pomeriggio. In questi giorni il mercato sarà aperto dalle 5, o dalle 6 in alcuni giorni, e fino alle 14. Questi gli orari di ingresso per gli operatori: "Ore 4.45 ingresso consentito ai soli operatori concessionari di stand e al proprio personale dipendente impiegato nelle operazioni di scaricoOre 5.00 ingresso consentito ai soli soggetti per le operazioni di scarico con accesso dedicato al Varco n.3 del Centro Ingressi – Varco n.14 lato Carrera (per solo abbonati con mezzi di portata max. 70q)Resta invariato l’ingresso alle ore 6.00 per acquirenti, mediatori, attività di movimentazione conto terzi/facchinaggio nonché per il personale dipendente degli operatori concessionari".

Estorsioni e mafia al mercato di Fondi

Il 2 marzo scorso gli uomini dell'antimafia hanno effettuato un blitz proprio al mercato ortofrutticolo. I carabinieri hanno arrestato cinque persone con le accuse di estorsione e illecita concorrenza. I reati di cui sono stati accusati gli indagati sono aggravati dal metodo mafioso. L'indagine è stata coordinata dalla Direzione distrettuale di antimafia, coordinata da procuratore  di Roma Michele Prestipino.