Fogne ostruite da un feto, la ragazza ha abortito con un farmaco per l’ulcera

Il feto che ha bloccato la conduttura delle fogne di Ferentino apparterrebbe a una ragazza di 20 anni. La giovane è stata fermata dalle forze dell'ordine dopo che un operaio ha fatto la macabra scoperta lavorando sulle tubature. Non c'è la certezza che il feto appartenga proprio a lei, quella arriverà solo dopo il test del dna, ma a casa della 20enne è stato ritrovato anche un biglietto di prenotazione per una seduta presso un consultorio di Frosinone. Stando alle prime analisi avrebbe abortito usando un farmaco per curare l'ulcera. La medicina è purtroppo utilizzata abitualmente per gli aborti fai da te e, come si legge in un articolo sul sito dell'associazione Luca Coscioni, il farmaco induce contrazioni dell’utero e un aborto quasi sicuro entro le prime nove settimane di gravidanza e con ottime possibilità di riuscita anche nel secondo trimestre. Andrebbe venduto solo con la ricetta, ma qualche volta i farmacisti chiudono un occhio. Il rischio di aborto tra l'altro è riportato nel foglietto illustrativo della medicina: "Se lei è o pensa di essere in gravidanza non deve prendere il farmaco, in quanto questo medicinale può causare aborto, parto prematuro e gravi danni al suo bambino, compresa la morte del feto. Se lei è una donna in età fertile, prima di iniziare la terapia esegua un test per accertarsi di non essere in gravidanza". Secondo i dati Istat, gli aborti spontanei sono cresciuti negli ultimi vent’anni del 30 per cento, con punte del 67 per cento per le giovanissime tra i 15 e i 19 anni.
Il feto ritrovato oggi era lungo circa 20 centimetri. Le ipotesi degli investigatori vanno dall'interruzione volontaria della gravidanza senza l'assistenza medica, che prevede la pena della reclusione fino a 6 mesi, all'induzione all'aborto, punita con la pena della reclusione fino a 3 anni.