Il comune di Fiumicino aveva emanato un'ordinanza con cui autorizzava l'ingresso libero dei cani sulle spiagge del litorale. Il tar del Lazio ha deciso di sospendere tale provvedimento perché, sostengono i giudici, la legge "non stabilisce un obbligo per i concessionari di consentire l'accesso degli animali di compagnia nelle proprie strutture, essendo l'accoglienza degli animali configurata in termini di facoltà. Ma le spiagge libere devono possedere spazi idonei" e deve esistere anche  "una zona di accesso aperto anche agli animali di compagnia".

Il Tar ha ritenuto che il ricorso presentato dalla Federbalneari "presenta profili di fondatezza, dovendosi rilevare che la disciplina normativa di riferimento non stabilisce un obbligo per i concessionari di consentire l' accesso degli animali di compagnia nelle proprie strutture, sia pure alle condizioni previste a tutela della sicurezza, del decoro e dell'igiene – le quali restano comunque ferme nella eventualità in cui i concessionari consentano detto accesso – essendo l'accoglienza degli animali configurata, tanto nel regolamento regionale quanto nelle previsioni del piano di utilizzazione degli arenili (PUA), in termini di facoltà, ove, per contro, il contemperamento degli interessi pubblici e privati implicati è assicurato dai requisiti stabiliti per le spiagge libere, le quali, devono possedere spazi idonei al suddetto fine (accoglienza animali) e dalla istituzione, nell'ambito territoriale che viene in rilievo, in attuazione di quanto stabilito dall'art. 16 del Regolamento n. 19 del 2016, di una zona di accesso aperto anche agli animali di compagnia". Quindi: cani in spiaggia si, ma non può essere un obbligo per i gestori degli stabilimenti balneari, ma una facoltà. L'udienza è stata rinviata a marzo del 2020, quindi in questa stagione balneare l'ordinanza del sindaco di Fiumicino, Esterino Montino, non potrà essere applicata.

Per Rinaldo Sidoli,  presidente di Alleanza Popolare Ecologista (Ape), la sospensiva "è un fatto di una gravità inaudita. Aprire le spiagge ai cani rappresenta una scelta coraggiosa di civiltà contro l’abbandono dei quattro zampe. Siamo basiti. Vietare l’accesso dei cani nelle spiagge rappresenta un diretto incentivo all’abbandono. Ricordiamo che un animale, specialmente se abituato a vivere in casa, in caso di abbandono viene esposto a gravi sofferenze che possono arrivare fino alla morte".