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Ha massacrato di botte la compagna, è entrato in auto e ha cercato d'investirla. L'episodio di violenza, l'ennesimo di cui vittima è una donna, trentaduenne ungherese finita in ospedale, si è consumato a Fiumicino. A finire in manette con le pesanti accuse di lesioni gravi, maltrattamenti in famiglia e rapina, un cinquantenne romano, con precedenti di polizia. Gli agenti della Polizia di Stato lo hanno arrestato e portato in carcere, dove resterà a disposizione dell'Autorità Giudiziaria. I fatti sono accaduti nel tardo pomeriggio di ieri, giovedì 22 maggio, nel Comune sul litorale alle porte di Roma. Secondo le informazioni apprese l'uomo, ubriaco, l'ha seguita mentre si trovava in strada e le si è avvicinato. In pochi istanti tra i due è inizata una lite violenta, durante la quale il cinquantenne l'ha aggredita, prendendola a calci e a pugni. Poi le ha rubato il portafogli. La donna sotto choc ha cercato di correre verso casa, per chiamare aiuto, ma il compagno, nel frattempo salito a bordo dell'auto, ha tentato più volte d'investirla, per impedirglielo. Poi è scappato.

La donna ha riportato lesioni e una frattura al volto

La trentaduenne è riuscita a contattare il Numero Unico delle Emergenze 112 e a chiedere l'intervento urgente delle forze dell'ordine. Sul posto sono intervenuti gli agenti del Commisssariato di Fiumicino, del reparto Volanti e del Commissariato Aurelio, che hanno trovato la donna sola, in strada, che li chiamava facendogli segno con il braccio. I poliziotti si sono fermati e, vedendo le numerose ed evidenti ferite che aveva su braccia, gambe e volto, hanno chiesto l'intervento di un'ambulanza per il trasporto in ospedale. Affidate alle cure dei saniari con codice rosa, le hanno refertato diverse lesioni ed una frattura al volto, con la prognosi di un mese.

Una spirale di violenze durate anni

La donna una volta medicata e dimessa dall'ospedale, accompagnata in Commissariato, ha raccontato l’incubo in cui ha vissuto nei due anni di convivenza con l’arrestato: violenze di ogni genere mai denunciate, che spesso l’hanno costretta a ricorrere a cure mediche. Dopo aver ascoltato il suo racconto, i poliziotti si sono messi sulle tracce dell'uomo: lo hanno trovato in breve tempo nei pressi della sua abitazione e condotto prima presso il commissariato di Fiumicino, poi nel carcere di Civitavecchia.