"Dopo aver notato un cambiamento totale nel comportamento del nostro figliolo, che ci ha portato a voler capire cosa stesse succedendo, e dopo l’ennesima ed accentuata manifestazione del bambino che un giorno ha improvvisamente pronunciato (testuali parole) ‘Ho paura di andare a scuola‘, abbiamo deciso di individuarne le cause iniziando a registrare tali manifestazioni di paura durante le conversazioni, nel tentativo di farci spiegare i motivi, pur ritenendoli almeno inizialmente meri capricci". Queste le parole dei genitori del bambino che hanno dato inizio alle indagini nei confronti delle due maestre di Fiumicino, sospese dal servizio perché accusate di maltrattamenti nei confronti dei piccoli. Hanno deciso di parlare tramite una lettera inviata in esclusiva al faroonline.it dopo la notifica della misura cautelare alle insegnanti.

Fiumicino, maestre sospese per maltrattamenti: bimbo sentito da psichiatra

I genitori, durante le indagini, hanno continuato a mandare il figlio all'asilo, con l'angoscia di quello che avrebbe dovuto subire. Le indagini però, dovevano andare avanti. E finché non sono finite, loro hanno dovuto fare finta di nulla. "Durante uno di questi sfoghi da parte del bambino, in una conversazione in ambito familiare con la mamma, ci ha detto di avere paura di essere ucciso dalla maestra; la mamma ha chiesto cosa intendesse e significasse avere paura di essere ucciso dalla maestra, e Lui ci disse ‘è la verità, ho paura di essere ucciso'". I genitori si sono rivolti allora a uno psichiatra per capire se ci fosse qualcosa che non andava. Poi, si sono rivolti ai carabinieri. Le forze dell'ordine si sono avvalse di strumenti come intercettazioni audio e video all'interno della classe e hanno riscontrato gravi indizi di colpevolezza nei confronti delle due maestre. Che non solo avrebbero insultato e umiliato i bambini con punizioni non convenzionali, ma li avrebbero costretti a picchiarsi tra loro.