"Stiamo predisponendo una querela per epidemia colposa alla Procura della Repubblica, affinché accerti se siano stati rispettati tutti i protocolli previsti per l'arrivo e il monitoraggio dei cittadini in arrivo da Paesi a rischio". Sono le parole del legale di titolari dei locali di Fiumicino, Massimo Gabrielli, dov'è divampato un focolaio di coronavirus, che conta ad oggi dodici contagi. Secondo quanto emerso i casi accertati finora sono tutti riconducibili a un dipendente del bistrot ‘Indispensa', che è stato chiuso, insieme al chiosco ‘Spuma', degli stessi proprietari. Tra i contagiati anche i due gestori.

Il legale a Fanpage.it: "Verifiche su controlli agli aeroporti"

"È accertato che il virus all'interno dei due locali di Fiumicino è stato veicoloato da un cittadino del Bangladesh arrivato con un volo all'aeroporto Leonardo Da Vinci alcuni giorni fa, che è stato libero di muoversi sul territorio o meglio, invitato a restare in autoisolamento fiduciario – ha detto in un'intervista a Fanpage.it l'avvocato – L'uomo ha condiviso un appartamento con i suoi connazionali, tra i quali un lavapiatti che lavorava nell'attività commerciale". Il legale ha spiegato che: "Il problema nasce ai controlli in uscita dall'aeroporto, le responsabilità ci sono ma vanno ricercate più a monte".

Montino: "Nessun allarmismo, ma non abbassiamo la guardia"

"Finora sono stati svolti 1300 test, un livello di ricerca epidemiologica a tappeto. L'aspetto positivo è che i contagi sono circoscritti, ai lavoratori e ai due titolari, una persona su dodici risulta essere un cliente" ha detto il sindaco di Fiumicino Esterino Montino. "Nessun allarmismo, ma non dobbiamo mai abbassare la guardia".