A soli quindici euro vendevano l'accesso a tutti i film e a tutte le partite delle emittenti pay-tv Sky e Mediaset. Una sorta di abbonamento illegale proposto a prezzi fortemente concorrenziali (meno di venti euro a fronte di un valore commerciale di oltre cento euro al mese). La banda di falsari, scoperta dai militari del comando provinciale della Guardia di finanza di Roma nell'ambito di un'operazione che ha coinvolto oltre 150 finanzieri, lavorava così: all'interno di centrali ‘sorgenti', che si trovavano in aziende, attività commerciali, abitazioni private, garage e capannoni industriali, erano installate apparecchiature in grado di decriptare il segnale delle pay-tv utilizzando schede regolarmente comprate dai membri della banda. Il segnale veniva poi fatto confluire su server esterni e poi veniva venduto a clienti privati tramite codici di accesso da utilizzare su smart tv, pc, tablet e smartphone. Il volume d'affari dei falsari ammontava a oltre un milione di euro.

Ieri i finanzieri hanno eseguito ordinanze di misure cautelari e perquisizioni in venti province e undici regioni italiane. L’operazione è in corso anche in Svizzera, Germania e Spagna con la collaborazione, rispettivamente, della Polizei Basel-Landschaft, della Kriminal Polizei e della Policia Nacional. Gli indagati sono 49 e tutti dovranno rispondere di reati in materia di pirateria audio-visiva e riciclaggio. Dodici di loro sono indagati anche per associazione per delinquere. Tra questi ci sono cinque cittadini italiani, i capi della banda, destinatari della misura di custodia cautelare (i primi 4 in carcere e l’ultimo agli arresti domiciliari). La banda, si legge nell'ordinanza di custodia cautelare, esercitava "una capacità organizzativa importante e finalizzata alla costituzione di una impresa distributrice parallela in grado di fornire servizi del tutto analoghi alle aziende lecite, dalle verifiche di fattibilità all’installazione del servizio, alla fornitura mantenendo standard adeguati fino anche all’assistenza tecnica alla clientela”.